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Il progetto sul recupero del borgo di Conflenti protagonista al seminario nazionale di Oriolo. La Curia di Lamezia autorizza sopralluogo chiesa S. Nicola

lunedì 7 agosto 2017 - 9:12
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CONFLENTI (CATANZARO) – Il progetto per il recupero del borgo antico di Conflenti è stato protagonista all’importante seminario nazionale che si svolto ad Oriolo nel Cosentino dove si sono confrontati docenti universitari, professionisti e amministratori sul tema “Lo spazio storico e il progetto contemporaneo: metamorfosi e continuità”.

Nell’ambito del seminario, promosso dal Lua (Laboratorio di urbanistica e architettura), è stata presentata l’esperienza dell’Università Iuav di Venezia proprio a Conflenti. Il prof. Pierluigi Grandinetti, mostrando alcune opere di architetti della Scuola di Venezia e suoi progetti, ha ragionato sui caratteri distintivi dell’architettura italiana, sul suo “trasformare dialogando” con la tradizione, mentre Alberto Dal Bò e Niccolò Zennaro, borsisti di ricerca, hanno presentato il “Progetto Conflenti: laboratorio di idee”: un percorso di ricerca avviato dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Serafino Paola, con lo Iuav nel settembre 2016, articolato in tre azioni: coinvolgimento di attività disponibili a insediarsi nel borgo, a partire dalla riscoperta degli antichi mestieri; individuazione di tipi d’intervento e di proposte di riuso degli edifici storici, finalizzata all’attivazione di progetti-cantiere pilota, attraverso il recupero dei modi tradizionali d’intervento e l’utilizzazione di maestranze locali; costruzione progressiva di un circuito di fruizione integrata, inserito in un percorso di marketing territoriale, che coinvolga il contesto in cui il borgo si colloca, al fine di promuovere lo sviluppo di un turismo rurale slow.

Grandinetti, è partito “dalla scoperta – nella sua pur breve esperienza in Calabria – di borghi antichi significativi non solo per il loro straordinario interesse architettonico, ma per la loro “unicità” nel rapporto, ogni volta diverso, tra caratteri distintivi del borgo come testimonianza storica di cultura materiale, il paesaggio in gran parte conservato che ne è la condizione di esistenza, le produzioni agricole e i prodotti alimentari che lo caratterizzano, la virtuosità e l’impegno del governo locale, la vitalità della comunità che lo anima. Questi borghi sono in gran parte ignorati dagli stessi Calabresi. Da qui la proposta alle Amministrazioni comunali – ha osservato Grandinetti – ma anche alle associazioni culturali e agli operatori economici di assumerli come una eccezionale risorsa di questo territorio, da conservare e valorizzare, mettendoli in rete e aprendoli a un turismo nazionale e internazionale di qualità”.

Un altro significativo tassello del “Progetto Conflenti: laboratorio di idee”, voluto dal sindaco Serafino Paola che ha espresso soddisfazione per il riconoscimento ottenuto dal suo Comune segnalato quale esempio concreto di come riqualificare i centri storici e i borghi antichi nella regione Calabria. Vi è da sottolineare inoltre che, sempre nell’ambito del progetto di riqualificazione di Conflenti Superiore, la Curia di Lamezia Terme, ha autorizzato una ricognizione nella oramai cadente Chiesa di San Nicola, da parte di un team di quattro borsisti dell’Università Iuav di Venezia che lavorano nel progetto di recupero dell’antico borgo. L’Università di Venezia nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto con il Comune di Conflenti, sta portando a termine uno studio sull’antica struttura religiosa che offrirà l’opportunità di conoscere costi e percorsi tecnico architettonici per un suo recupero.

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