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Fumi tossici, lettera aperta ai lametini

lunedì 10 luglio 2017 - 12:24
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LAMEZIA TERME (CATANZARO) – “Sabato mattina l’ennesima fumata nera a Lamezia Terme. Non è stata l’ennesima votazione andata a vuoto per assegnare poltrone: quella avviene molto velocemente, anche contro il divieto dei partiti di appartenenza!

Nell’accampamento di Scordovillo ancora una volta sono stati bruciati pneumatici e il cielo su Lamezia è stato avvolto da un denso fumo nero, carico, stracarico di DIOSSINA. Poche voci si alzano a protestare! Si chiedono interpellanze parlamentari. Si afferma (il Sindaco) che non si può “fare altro”, oltre alle denunce già effettuate. Si dimentica, però, facilmente che il Sindaco è la massima autorità in ambito del territorio comunale: responsabile della salute dei suoi cittadini, della protezione civile, della salvaguardia del territorio e dell’ambiente in generale. Il Sindaco Speranza, prima, e Mascaro, ora, sono stati ben informati che nelle vicinanze di Scordovillo esiste la “via dei tumori”! Nonostante tutto continuiamo a commettere “peccati di omissione”. Tutti i cittadini lametini dovremmo far sentire non una, ma mille, settantamila voci per chiedere la definitiva soluzione dei fumi, per dare una civile e dignitosa dimora ai rom e per smantellare il ghetto, che negli anni si è formato. Tutto tace! Cittadini, Autorità civili ed ecclesiastiche sono in “tutte altre faccende affaccendati”!
Come più volte scritto: il problema Scordovillo non si vuole risolvere e non si vuole dare ascolto alle poche ma accorate voci che provengono dall’ accampamento. A chi può far comodo una simile situazione? A tutti. I cittadini, fortunatamente pochissimi, chiedono il loro intervento per vedersi smaltire con qualche decina di euro materiali speciali tipo inerti, pneumatici, cavi elettrici. I politici (o cosiddetti politici) chiedono i loro voti ad ogni tornata elettorale. I cosiddetti (perché non vogliono esercitare la propria funzione) “pubblici ufficiali” non vedono e non “sentono” per poter vivere tranquillamente. Non riesco ad individuare eventuale interesse da parte dell’Autorità Ecclesiastica. Sicuramente, oltre che cercare di “salvare le nostre anime”, dovrebbe far sentire il peso della Sua voce nel richiamare le autorità civili: Amministrazione Comunale, Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri, Procura della Repubblica a svolgere il proprio dovere, ad applicare le leggi per la salvaguardia, anche, della salute fisica dei lametini. Una volta l’accampamento fu sottoposto a sequestro, a vigilanza continua e furono portati via migliaia di chilogrammi di rifiuti speciali dal suo interno. Poi tutto tacque.
La soluzione? Avevo cercato di attuarla dieci anni fa: smantellare l’accampamento (che è un ghetto!) dopo aver individuato su tutto il territorio urbano un numero di appartamenti, pari al numero delle famiglie rom, inserite nelle graduatorie per l’edilizia popolare (circa 250 all’epoca) e distribuirle singolarmente su tutte le zone abitate, senza spazi liberi a loro disposizione. Una simile soluzione avrebbe permesso e permetterebbe un più facile inserimento nel tessuto sociale lametino, un più facile controllo delle attività abusive ed illegali. La disponibilità delle unità abitative bisognava cercarla tra gli appartamenti ATERP liberi e occupati abusivamente e tra quelli del patrimonio comunale.

La collaborazione da parte dell’ATERP, della Polizia locale e dell’Ufficio Casa fu immediata, non uguale da parte del resto dell’Amministrazione Speranza. Da assessore fui buttato fuori e il lavoro appena iniziato fu definitivamente interrotto. E’ difficile riprenderlo? No. Occorre solo avere la volontà di iniziare. Forse si aspetta che vengano ultimati gli appartamenti in costruzione a monte di Scordovillo e della rete ferroviaria, ove trasferire le famiglie rom ? Sarà un nuovo ghetto con nuovi spazi liberi attorno e i soliti rom potranno continuare a bruciare pneumatici. Il numero delle persone colpite da tumore continuerà ad aumentare nella via “dei tumori”. I nostri giovani studenti del Geometra e dell’IPSIA, i malati di tumore che escono quotidianamente dal reparto di Oncologia (dopo la terapia) e tutti noi lametini, inclusi i bambini rom, continueremo ad ingoiare DIOSSINA.
Chiedo alle autorità competenti di intervenire, non con l’Esercito(come vorrebbe il Sindaco Mascaro), ma con i mezzi giusti e civili che sono a Loro disposizione e ai lametini a costituirci in Comitato per dare il nostro supporto, anche con manifestazioni in piazza. Il silenzio, l’indifferenza e l’omertà sono le peggiori soluzioni dei problemi (rom,’ndrangheta, burocrazia, mafia dei colletti bianchi, ignoranza ed incompetenza di dirigenti), che attanagliano questa nostra società”

Ing. Giovanni Cimino

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