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Lettera aperta, la malasanità esiste, ma ci sono anche medici appassionati e competenti

lunedì 13 febbraio 2017

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una lettrice che vuole offrire la sua testimonianza di buona sanità in Calabria. “In un momento storico in cui troppo spesso si sente parlare di malasanità in Italia, ed in particolar modo al Sud, sento il dovere di ringraziare pubblicamente chi, con un elevato livello di professionalità, ma anche con percepibile passione e dedizione per il proprio lavoro, ha aiutato mia madre a superare una complicata condizione di salute.

Dalle sue analisi, infatti, emergeva una situazione caratterizzata da valori fortemente alterati, dei quali sono stata immediatamente allarmata dal dott. Sergio Pacetti, anatomopatologo di Vibo Valentia, il quale non si è limitato a consegnare i risultati delle analisi fatte nel suo laboratorio, ma con una telefonata ci ha comunicato la situazione, in quanto i valori lasciavano presagire una grave insufficienza renale; pertanto, mi sono rivolta al dott. Giuseppe Natale, nefrologo presso l’Ospedale civile di Vibo Valentia, il quale si è prontamente attivato, insieme al collega dott. Domenico Tramontana, per ulteriori ed approfonditi esami.

L’esito di questi ultimi indirizzava a trattare il caso con la terapia di dialisi, ma dal momento che risultava una ostruzione, si poteva tentare di evitare la dialisi attraverso un’operazione per l’inserimento di uno stent uretrale. Mia madre necessitava di tale intervento con urgenza, ma non vi era la possibilità di operarla presso lo stesso nosocomio per mancata disponibilità della sala operatoria, perciò mi sono rivolta all’Ospedale di Lamezia Terme. Dopo il canonico passaggio per il pronto soccorso, siamo state condotte nel reparto di Urologia, e qui una figura distinta quale l’urologo dr. Pietro Fabiano, nonostante fosse già col cappotto pronto ad andar via perché il suo turno era terminato, si è trattenuto fuori orario per disporre altre indagini, così da poter procedere con l’intervento già l’indomani.

Il ricovero è durato due settimane, nel corso delle quali ho avuto la possibilità di riscontrare capacità professionali e tecniche di alto livello, ma soprattutto l’umiltà, la scrupolosa attenzione, nonché i modi garbati e la predisposizione degli infermieri e di tutto il personale medico e non, che si prendono cura dei pazienti di questo reparto. In particolare, mi sento di ringraziare il dr. Fabiano, per la umanità dimostrata e per la disponibilità costante nel fornire spiegazioni in merito all’intervento svolto e nel preoccuparsi di tenermi informata giorno per giorno della situazione di salute di mia madre.

Ritengo che ciascun paziente, così come le persone che gli stanno vicino, possano affrontare meglio una condizione di sofferenza quando vi siano professionalità del genere a prendersene cura, le quali nonostante le infinite difficoltà di oggi, continuano a credere con fermezza nella propria difficile missione. Grazie di vero cuore”.

Lettera firmata – Francesca Lo Schiavo

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