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Lettera aperta dei VAT di Lamezia

venerdì 3 febbraio 2017

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – “Quando si decide di fare volontariato, si decide di dedicare parte del proprio tempo agli altri.
Nel caso dei VAT il tempo è stato impiegato per svolgere servizi a “vantaggio” della comunità. Noi che, oggi abbiamo deciso di scrivere a questa stessa comunità, per la quale da anni ci stiamo spendendo, siamo coloro i quali vengono esclusi dalla delibera del 28 dicembre 2016. Con tale delibera, l’assise lametina, ha deciso di ripristinare un gruppo comunale nato nel 2002 operante per solo un anno e costituito da circa 30 membri. Taluni membri risultano si presenti sulla carta, ma poi nella realtà dei fatti non hanno mai prestato servizio. Dei facenti parte di quel gruppo solo una ventina sono stati realmente operativi.
Nel 2007 il gruppo confluiva nell’associazione VAT, i cui membri al 31 dicembre 2016 erano 22, e da quella data il Gruppo comunale veniva svuotato dei suoi membri e da allora non era più operativo. Fu grazie all’operato dell’associazione che furono garantiti i servizi alla comunità , fino al 31 dicembre 2016, senza alcuna interruzione neanche a convenzione scaduta, come prevede lo spirito di un vero volontario. Ma nulla di tutto questo è stato tenuto in considerazione. Noi soci dell’associazione, non facenti parte dell’allora gruppo comunale, ma che abbiamo prestato servizio sulle strade, verremo sostituiti da chi, sulla carta era si iscritto nel 2002 ma che nella realtà dei fatti non ha mai contribuito in alcun modo alla crescita o alla effettiva efficienza del gruppo prima e dell’associazione poi. Per darci un contentino, al posto del ben servito tipo la carota data all’asino dopo il bastone, il consiglio ha deciso di premiare, i facenti parte dell’associazione assegnando 2, ben 2 punti a chi era iscritto all’associazione stessa da più di un anno. Peccato poi che la stessa assise ne dia ben 20 punti a chi ha isee 0 (pari a 10 anni prestati al servizio della comunità), e 10 a chi ha 1 anno di disoccupazione (pari a 5 anni di servizio di volontariato). Vanno quindi direttamente nella spazzatura gli anni di volontariato, sulle strade, alle scuole, durante le manifestazioni, ai concerti di fine anno svolti in tutto questo tempo. Ben più merito ha avuto chi è stato così lungimirante da iscriversi nel 2002 al gruppo comunale.
Si è parlato addirittura del (ri)nascente gruppo come di un’ occasione per combattere la disoccupazione, creando false illusioni nei giovani, quando il sindaco stesso ha concluso il suo intervento al consiglio comunale, rassicurando noi esclusi che ben poco allettante sarebbe stato il futuro bando e quindi sarebbero state alte,per noi, le possibilità di rientrare.
Quale occasione poi per un disoccupato? I volontari hanno solo diritto a un rimborso spese, che vanno anticipate di tasca propria, come fatto da noi in tutti questi anni, e di cui ancora aspettiamo il rimborso (di tutto il 2016).
Noi esclusi ci sentiamo vittime di una vera ingiustizia,nessuno si è chiesto quale fosse la storia dell’associazione, di noi soci, dato che si parlava di combattere anche l ‘alienità sociale,eppure i nostri servizi sono stati sotto gli occhi di tutti.
Come si può pensare che possa esserci un diritto di prelazione nel volontariato? E se mai questa assise ha ritenuto legale e morale che ci sia, come può far valere questa prelazione una persona che all’entrata e all’uscita di una scuola non è mai andata, o alle varie manifestazioni a volte intere giornate, vedi cronoscalata feste patronali ecc. a discapito di chi per anni, piovesse, nevicasse o ci fossero 40 gradi e sempre andato. E come può esserci una graduatoria nel volontariato? E se graduatoria deve esserci, i criteri devono essere Isee, disoccupazione e figli a carico? Offre quindi il comune con questo gruppo una prestazione sociale?Ci auguriamo che questi aspetti vengano valutati in una opportuna sede legale. Ma ve ne sono altri che abbiamo voluto portare all’attenzione di questa comunità che noi esclusi abbiamo servito, con prestazioni a volte ben lontane da quelle di un volontario.
L’equità, il buon senso, la legalità, meritano ben altro rispetto. I criteri adottati,seppur giustificati dalla discrezionalità propria della amministrazione comunale,ma non usati dal resto dei comuni italiani, sono alquanto in soliti per dei volontari!
Noi siamo persone, persone a nostro avviso meritevoli ben più meritevoli di altre, persone che hanno continuato il loro operato anche quando le condizioni sono cambiate, anche quando gli altri preferivano stare a casa, in attesa di “ rientrare di diritto”, noi non abbiamo fatto calcoli, ci siamo illusi che 2 + 2 avrebbe fatto “matematicamente” 4, ben all’oscuro di logiche partitiche e favoritismi che potevano celarsi dietro la volontà di riaprire un gruppo che a questo punto dobbiamo definire quiescente, messo da parte e usato poi come strumento e contenitore forse di un buon bacino di voti? Aveva forse visto bene un assessore comunale che durante una riunione con noi VAT in tempi non sospetti, ci esortava a non farci strumentalizzare? Ci siamo illusi che essere “dediti” al proprio operato, sentirsi volontari e dimostrare di esserlo avrebbe avuto una sua rilevanza.
Le carte avrebbero dovuto lasciare lo spazio ai fatti, alle opere, ma non è stato cosi. Ancora una volta e questa ne è la dimostrazione conta esserci un attimo, quello giusto, e non poi per anni e anni”.

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