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Una folla immensa per l’ultimo saluto a Giò Iannazzo

domenica 29 gennaio 2017

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – “Grazie Signore per averci messo accanto Gió nel nostro cammino”.
Queste sono le parole di Padre Giovanni Sposato, il correttore del locale Convento dei Padri Minimi, che oggi pomeriggio ha celebrato le esequie del caro amico Giò Iannazzo, un ragazzone alto, bello e buono che purtroppo è stato strappato improvvisamente alla vita.
Un imprenditore molto noto in città, un uomo conosciuto e ben voluto da tutti. La sua morte ha colpito profondamente la comunità lametina che con segni concreti ha dimostrato il proprio dolore: migliaia di messaggi su Facebook, gigantografie nel centro della sua Sambiase, e soprattutto le lacrime dei tanti che hanno gremito la Chiesa Matrice.

“Gratitudine per averci dato in Giò un uomo, un marito, un padre, un figlio premuroso e buono. Avete perso una colonna portante – ha detto Padre Giovanni nella sua omelia rivolgendosi ai familiari – ma Dio saprà come sostenervi da oggi in poi”.
“Ribellione verso la sofferenza e assurdità della morte, verso questa morte prematura, perchè improvvisamente viene a spezzare la vita di una persona dedita a famiglia e lavoro.
Ma la Parola di Dio – ha aggiunto – è la sola che può illuminarci. Dio ha creato tutto per l’esistenza, per l’immortalità. Quanto è carica di speranza questa Parola. La morte esiste ma non ha l’ultima parola. Gesù dice ‘io passo dalla morte alla vita eterna’.
“Il morire – ha proseguito il celebrante – è un dormire nell’attesa della resurrezione. Giò, strappato da questa vita, non è finito nel nulla, anche lui attende la resurrezione.
Da questa morte dobbiamo imparare ad amare ancora di più la vita, così come ha fatto lui. Voi tutti lo conoscete e potete dire tanto di lui. La vostra presenza qui oggi dice tutto.
La sua vita l’ha dedicata alla famiglia e al lavoro: prendiamo forza da questo”.
“Carissimo Giò – ancora Padre Giovanni avviandosi alla conclusione – questa sera in segno di affetto vorremmo posare una carezza sul tuo volto. Non un addio, ma un arrivederci. Ciao Giò. Prega per la tua sposa, per i tuoi figli, per la tua mamma, per i tuoi cari.
Dio saprà come colmare il vuoto che si è creato nella vostra vita”.
Il silenzio di una folla immensa fa più rumore di tante voci; le lacrime, gli abbracci, l’incredulità sui volti di tutti. Non c’è bisogno di aggiungere parole.
Fuori dalla chiesa una gigantografia di Giò e poi un lungo applauso per salutare un caro e dolce amico.
Col sigaro in bocca e quella sua camicia sempre “di fuori”… un semplice grande uomo.
Ciao Giò!

Candida Maione

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