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Catanzaro, Abramo: Comune in prima fila per aiutare Aruna, il migrante con arti amputati

giovedì 29 dicembre 2016 - 12:30
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imageCATANZARO – La solidarietà della città di Catanzaro ad Aruna, un riconoscimento alla professionalità dei medici e degli infermieri dell’ospedale “Pugliese”, l’impegno a sostenere il percorso di riabilitazione del ragazzo, che dovrà essere trasferito in un centro specializzato per le protesi a Bologna.

“Il Comune sarà in prima fila per aiutare Aruna”, ha detto il sindaco, Sergio Abramo, che insieme al vicesindaco, Gabriella Celestino, ha fatto visita al ragazzo, un 18enne del Burkina Faso, ricoverato nel reparto malattie infettive dello Hub del capoluogo dopo aver subito l’amputazione delle gambe e delle falangi di entrambe le mani per le torture subite durante il viaggio di tre giorni dalla Libia fino a Trapani. Legato mani e piedi dagli scafisti, Aruna ha riportato necrosi così gravi da non poter più riuscire a camminare. Lo hanno salvato l’attenzione e l’amore di padre Benedetto, che dalla comunità di accoglienza di Decollatura lo ha trasportato all’Ospedale di Catanzaro. Qui, l’intervento eseguito dall’equipe del chirurgo plastico Franco Abbonante, ha permesso di scongiurare almeno l’amputazione integrale delle mani. Proprio il dott. Abbonante, insieme al primario del reparto di malattie infettive, Lucio Cosco, e al direttore di presidio, Antonio Gallucci, ha affiancato Abramo e Celestino durante la visita.

“Nell’apparato di solidarietà che si è messo in movimento per aiutare Aruna”, ha aggiunto il sindaco, “il Comune farà la propria parte fornendo un mediatore linguistico per agevolare la comunicazione del ragazzo (che si esprime solo in francese, ndr) e per garantire, se necessario, il sostegno economico utile al suo trasferimento in un centro specialistico per le protesi di Bologna”.

Con l’aiuto di un interprete Abramo e Aruna, che comincia a stare leggermente meglio e durante l’incontro ha voluto essere trasferito dal letto a una sedia a rotelle, hanno scambiato qualche battuta sulle motociclette, passione comune a entrambi.

“Il dramma di Aruna – ha concluso Abramo -, ha colpito e commosso l’intera comunità catanzarese, che gli è stata e gli sarà vicina e gli rivolge un grande in bocca al lupo. Un ringraziamento particolare bisogna farlo a padre Benedetto oltre che ai medici e agli infermieri del “Pugliese”, che hanno subito preso a cuore il ragazzo e hanno dato un’altra grande prova di quanto, nell’ospedale di Catanzaro, ci siano professionalità brillanti che vanno difese e riconosciute”.

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