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Ospedale “Giovanni Paolo II”, Urologia punto di riferimento regionale

sabato 19 novembre 2016 - 15:20
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imageLAMEZIA TERME (CATANZARO) – L’Unità Operativa complessa di Urologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme punto di riferimento regionale nella diagnosi e nel trattamento delle malattie dell’apparato urinario e genitale maschile. Il reparto guidato dal dottore Carmine Zoccali vanta infatti un’esperienza ventennale nell’assistenza medica e nella cura delle malattie dell’apparato urinario e genitale ed è dotato inoltre di strumentazioni di ultima generazione, fra le quali un apparecchio laser a olmio da 100 watt unico in Calabria, che consente, per la sua potenza, di trattare oltre che la calcolosi urinaria anche le patologie prostatiche benigne.

Il reparto di urologia, istituito come unità operativa complessa nel 2001, è dotato di 20 posti letto, con indice di occupazione superiore all’85% ed accoglie quotidianamente anche pazienti provenienti da ospedali hub, come quello di Cosenza e di Catanzaro, che non trovano posto in queste strutture, in particolare Cosenza dove l’Unità operativa complessa di Urologia può contare solo su 4/6 posti letto.

Nell’unità operativa complessa vengono trattate tutte le patologie urologiche benigne, l’urologia oncologica (diagnosi e cura dei tumori oncologici), l’uroginecologia e l’andrologia. Inoltre l’unita operativa di urologia, grazie al dottore Zoccali e alla sua equipe di 7 dirigenti medici e alla professionalità del personale infermieristico, da 15 anni ormai tratta la calcolosi urinaria, che statisticamente costituisce circa il 30% dei ricoveri che vengono effettuati in ambiente urologico, a 360 gradi e con le tecniche più attuali: chirurgia percutanea, chirurgia endoscopica percutanea e transureterale ed SWL, essendo ormai quasi scomparsa la chirurgia invasiva a cielo aperto, riservata solo a casi di patologie litiasiche molto complesse, che non possono essere risolti con le tecniche endourologiche.

In particolare viene effettuata la tecnica denominata RIRS (Chirurgia Redrogada Intrarenale), che consente di trattare un calcolo renale di dimensioni fino a tre centimetri senza attraversare il parenchima renale, ma risalendo fino al rene attraverso l’uretere. Questa è una tecnica molto recente e innovativa, meno invasiva rispetto all’accesso percutaneo e in alcuni casi è possibile anche praticarlo in regime di day surgery. Altra tecnica modernissima è la ECIRS che combina la chirurgia percutanea con quella trasureterale ed è utilizzata per il trattamento di calcoli di dimensioni superiori a tre centimetri.

Nell’unità operativa viene espletata l’attività ambulatoriale ogni giorno sia per le visite specialistiche che per la endoscopia e l’ecografia interventistica, come l’esecuzione di biopsie prostatiche transrettali per la diagnostica del carcinoma della prostata, queste ultime con numeri mai inferiori alle 300 procedure annue.

La mission primaria dell’UO di urologia è in definitiva quella di unire l’efficacia delle cure ad una assistenza ospedaliera sempre più vicina in termini di umanizzazione alle fragilità del paziente, attraverso presidi diagnostici e terapeutici di elevata qualità e al passo con i tempi.

Il direttore generale dell’Asp di Catanzaro, dott. Giuseppe Perri, si è detto particolarmente soddisfatto per l’attività che viene svolta dall’unità operativa complessa di Urologia diretta dal dottore Zoccali e per il servizio sanitario di altissima qualità presente nell’ospedale lametino. “Il nosocomio Giovanni Paolo II – ha sottolineato Perri – ha dei professionisti validi conosciuti in tutta la Calabria per il lavoro che portano avanti quotidianamente. Questi sono gli esempi positivi che vogliamo far conoscere e che testimoniano come il nosocomio lametino sia, in molti settori, riferimento regionale”.

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