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Presentato a Lamezia il movimento “La nuova frontiera dei liberi e forti”

venerdì 4 novembre 2016

imageLAMEZIA TERME (CATANZARO) – “La ‘Nuova frontiera dei liberi e forti’ nasce per servire, per unire, attraverso una moderna concezione della politica e nel rispetto libero e compiuto delle Istituzioni, con possibili soluzioni alla domanda di giustizia sociale e di necessarie creazioni di opportunità nell’impresa e nel lavoro. E nel cambiamento degli stili di vita, a partire della tutela dell’ambiente”. Questa definizione del presidente regionale Giuseppe Campisi, in sintesi, potrebbe essere il “manifesto” del movimento “La nuova frontiera dei liberi e forti” presentato nei giorni scorsi a Lamezia Terme nel corso di una iniziativa regionale alla presenza, tra gli altri, del vescovo della diocesi di Lamezia Terme, Luigi Antonio Cantafora, e di Lorenzo Ornaghi dell’Università Cattolica di Milano e presidente del comitato scientifico della Fondazione De Gasperi.

“Il Movimento – ha aggiunto Campisi – è stato costituito da aderenti che rappresentano idee plurali ed hanno in comune i valori della dottrina sociale delle Chiesa, aperta ad un conciliabile ed evoluto riformismo, ancor meglio se riformismo cristiano. Che intende uscire da un atteggiamento di difensiva per una Calabria che non ha più alleati nemmeno all’interno dell’area geografica meridionale”.Ed in questo contesto, come ha ricordato Cantafora, il ruolo della Chiesa e della scuola di dottrina sociale della diocesi, all’interno della quale è nata l’idea di dare vita al Movimento, è stato quello di “agricoltore: ha vangato – ha affermato il vescovo – , coltivato, non ha avuto fretta dando una spinta a raggiungere una vetta alta”. Quindi, Cantafora ha auspicato che “sempre più avanzi la civiltà dell’amore e della pace e si smentisca l’antico adagio homo homini lupus”.

Fulcro dell’incontro, coordinato dalla giornalista Saveria Maria Gigliotti, è stato il “bene comune”, visto come punto di partenza da cui operare all’interno della realtà, non solo lametina. Il Movimento, infatti, come ricordato da Vincenzo Massara, componente del direttivo, ha una valenza regionale ed ha come scopo, tra le altre cose, quello di “risvegliare il senso di appartenenza. Noi – ha aggiunto – vogliamo riportare la gente ad una partecipazione politica e questo Movimento nasce oggi perché noi in questi anni abbiamo lavorato all’interno di questa comunità senza pennacchi e distintivi, attraverso diversi strumenti. Ciò che ci unisce è la nostra appartenenza alla Chiesa”.
Ed infatti, così come ribadito dal vice presidente regionale del Movimento, Salvatore Panetta, “non ci sono cittadini di serie A e di serie B” ma “al centro deve esserci l’Uomo” con la consapevolezza che “il bene comune è un valore da condividere”.
Per il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, che ha evidenziato di aver trovato nella sua attività di amministratore “sacche di attività produttive che sono sprechi di risorse pubbliche che possono essere liberate ed essere utilizzate diversamente”, “costruire un laboratorio di idee a Lamezia Terme quando c’è la crisi dei partiti che sono diventati occasione di incontro in prossimità delle elezioni, serve a rispondere ad un’esigenza inderogabile”.
“La ‘Nuova frontiera dei liberi e forti’ – ha evidenziato Ornaghi – nasce da una esigenza all’interno di una stagione che è quella dei cambiamenti ed un laboratorio di idee è anche il laboratorio di un nuovo linguaggio che serve, non soltanto ad elaborare idee ma per fare delle azioni con iniziative concrete che servono alle persone ed attraverso le persone alla comunità che è identificata con il bene comune”.

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