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Trame, “L’isola del giorno dopo”. Di accoglienza non si muore

domenica 19 giugno 2016 - 10:51
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imageLAMEZIA TERME (CATANZARO) – Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa e Linosa, ha portato la testimonianza di un’isola da anni in prima linea nell’accoglienza dei migranti, nell’incontro di Trame “L’isola del giorno dopo” con il giornalista di Liberation, Eric Jozsef. Per il sindaco siciliano, nota per l’impegno umanitario e per aver vinto il Premio “Simone de Beauvoir” 2016, un vero bagno di folla in Piazzetta San Domenico, in una serata impreziosita dalla musica di Francesca Prestia.

«In giro c’è tanta propaganda per alimentare l’idea di un’Europa che fa la guerra ai poveri per spostare l’attenzione da quel disegno europeo andato in frantumi» ha detto senza mezzi termini Nicolini, primo cittadino di un’isola che, come ha affermato Jozsef, «è uno spartiacque: per alcuni è porta di speranza, mentre per altri è frontiera, cioè chiusura». La Nicolini ha soprattutto criticato «l’attuale sistema di accoglienza europeo che è respingente. Bisogna rivedere Dublino così come è concepito». Così come si è scagliata contro «chi usa la logica emergenziale per fare affari facili. È un’occasione troppo ghiotta e ci guadagnano tutti. Invece dobbiamo costruire una rete tra i territori di frontiera. È solo così che costruiremo il nostro futuro».

La Sindaca ha poi smontato le posizioni di «chi, come Salvini e Gasparri, ritiene che il soccorso in mare incoraggi i criminali. Queste persone sbagliano. L’emergenza nutre la paura e rafforza chi punta alla rinascita dei nazionalismi. Noi continuiamo a fare accoglienza di frontiera, e non è vero che l’isola sia morta e che il turismo sia sparito. Anzi. Non è inoltre vero che entrano tutti. A Lampedusa avviene l’identificazione. E poi sono pochissimi i migranti che vogliono restare in Italia; preferiscono i Paesi del Nord Europa, che hanno un sistema di welfare migliore. Le migrazioni» conclude Nicolini «sono una questione epocale e bisogna organizzarsi».

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