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Pif a Trame. “I morti non vincono le battaglie. I vivi sì”

sabato 18 giugno 2016 - 11:21
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imageLAMEZIA TERME (CATANZARO) – Trame l’unico festival in Italia di libri sulle mafie, sta mostrando come si possa dire non alla mafia in tanti modi, anche cantando, anche ballando, anche con uno smartphone. Con il dibattito intorno a “Nomafia sullo smartphone” si è aggiunta una nuova pagina al Festival. “NOma – luoghi e storie NOmafia” è un’applicazione scaricabile gratuitamente su tablet e smartphone, attiva dal 5 febbraio 2016 con 15 storie che ad oggi ha già superato i 100.000 download. A spiegare nel dettaglio di cosa si tratta PIF (Pierfrancesco Diliberto) che ne ha parlato con Gaetano Savatteri, direttore artistico di Trame Festival.

«NOma è un’applicazione utilizzabile ovunque – ha spiegato – che fa da guida a cittadini, turisti, giovani e studenti per le strade di Palermo e dintorni nei luoghi degli attentati mafiosi che hanno sconvolto la storia italiana a partire dagli anni ’70». Nasce da un’iniziativa dell’associazione culturale “sulle nostre gambe” fondata da Pierfrancesco Diliberto, Roberta Iannì, Emanuela Giuliano e Tiziano Di Cara (autore dell’idea dell’app). Un modo per far rivivere chi ha combattuto la mafia pagando con la propria vita la loro battaglia di legalità e giustizia perché se è vero che «i morti non vincono le battaglie» come ha dichiarato Pif, «è anche vero che se noi li facciamo rivivere e portiamo avanti le loro battaglie, non moriranno mai né resteranno un ricordo lontano, ma».

L’applicazione raccoglie in sé veri e propri itinerari della legalità che portano verso la legalità, verso “Addiopizzo”, un movimento fatto di un gruppo di giovani che hanno scelto di combattere la mafia promuovendo un sistema di economia pulita, virtuosa attraverso lo strumento del “consumo critico”. L’applicazione propone storie raccontate da Pif e da molti personaggi siciliani del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno aderito al progetto: Pippo Baudo, Paolo Briguglia, Ficarra&Picone, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Nino Frassica, Leo Gullotta, Luigi Lo Cascio, Teresa Mannino, Isabella Ragonese, Francesco Scianna, Giuseppe Tornatore.

Le storie sono anche illustrate e raccontata attraverso documenti storici, animazioni digitali, note biografiche, video, fotografie d’epoca e interviste inedite ai familiari. Le storie che guideranno verso un’apertura della legalità, sono sempre in via di aggiornamento. «Non dobbiamo fare dell’antimafia e della mafia due recinti – ha dichiarato Pif – non possono esistere giustificazioni alla mafia né piccole né grandi, ma dobbiamo essere consapevoli e conoscere».

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