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ALA, è finito il tempo delle lamentazioni “virtuali”

mercoledì 9 marzo 2016 - 15:15
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ala_logoLAMEZIA TERME (CATANZARO) – L’ALA, Associazione Antiracket Lamezia esprime la sua sincera gratitudine al Colonello Fabio Bianco e a tutto il gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, che insieme al comando provinciale e alla Procura di Lamezia Terme hanno portato a termine l’operazione “Turpe Lucum” ai danni del presunto usuraio Giuliano Caruso, al quale sono stati sequestrati beni per un valore di 11 milioni di euro.

In questo vorticoso giro di usura, secondo il Colonello Bianco, oltre ai tre imprenditori già individuati che (ahinoi!) come spesso succede a Lamezia non brillano per collaborazione, il numero delle vittime è destinato a crescere.

Del resto è davvero impressionante la differenza tra il patrimonio sequestrato e i redditi dichiarati dal Caruso e dai suoi familiari. Tutto questo deve far riflettere i cittadini di Lamezia sui danni enormi che provoca nella già sofferente economia legale l’impatto di queste enormi risorse finanziarie di dubbia provenienza a disposizione del malaffare e di chi in questi ambiti costruisce le sue fortune.

Nella stessa giornata ecco arrivare un’altra buona notizia con la chiusura delle indagini dell’operazione Andromeda e l’avvicinarsi quindi di un nuovo processo.

Questa volta alla sbarra finiranno 49 ndranghetisti appartenenti alla cosca Iannazzo-Cannizzaro-Daponte.

Tutto questo grazie all’impegno, alla professionalità e al grande lavoro dei magistrati della DDA di Catanzaro e dei reparti investigativi impegnati nell’operazione.

Gli imputati dovranno rispondere dei reati di associazione mafiosa, omicidio, ricettazione e altri ancora, e naturalmente non mancano le estorsioni compiute ai danni di imprenditori e commercianti che operano nelle zone controllate da questa cosca.

Siamo fiduciosi e aspettiamo, a fronte di risultati così positivi, una risposta seria, dalla piena collaborazione con le Istituzioni fino alle costituzioni di parte civile, da parte degli imprenditori e dei commercianti vittime di questi reati.

Approfittiamo, finché siamo in tempo, dell’enorme vantaggio che ci hanno regalato tutte queste operazioni di polizia, da Spes a Medusa, da Chimera a Perseo, da Andromeda alla prossima che certamente arriverà.

Queste inchieste hanno distrutto o quantomeno fortemente indebolito le cosche che hanno tenuto Lamezia Terme sotto scacco in questi decenni.

Chi ha letto qualcosa tra le migliaia di pagine dei fascicoli di questi processi, ha ben chiaro il livello di sottomissione alle cosche di parte, gran parte, degli operatori economici della nostra città, cosí come emergono i rapporti tra non poche imprese e i loro aguzzini.

E’ finito il tempo delle lamentazioni, dei timori e dell’attesa. Adesso è il tempo, per chi immagina e desidera un futuro importante per la nostra Lamezia, di non limitarsi a chiacchierarne su Facebook o su altri passatempi simili, scaricando sempre su qualcun altro la responsabilità di risolvere problemi di tutti, ma di andare nelle Procure, nei Commissariati, nelle Caserme, nei Tribunali, e perché no, dall’associazione antiracket e dare un contributo serio per costruire questo futuro.

ALA Antiracket Lamezia Onlus

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