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Ricorre domani il 40esimo anniversario della morte del sen. Armando Scarpino

venerdì 19 febbraio 2016 - 20:49
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imageLAMEZIA TERME (CATANZARO) – Domani ricorre il 40° Anniversario della scomparsa del Prof. Sen. Armando Scarpino.

Armando Scarpino rimane figura storica e peculiare del panorama politico non solo locale ma anche nazionale.
Ordinario di Lettere Classiche, più volte Consigliere Comunale, venne eletto al Senato della Repubblica nelle file del P.C.I. nella IV e VI Legislatura. Pur avendo un’intensissima attività parlamentare non fece mai mancare il proprio apporto alla propria terra. Vicino ai più deboli, Scarpino ha condotto la lotta per l’occupazione delle terre del latifondo e l’importantissima battaglia contro l’analfabetismo, molto sottostimato dal Governo di allora. Altro campo di azione fu quello della Sanità. Armando Scarpino, che fece parte del C.D.A. dell’Ospedale Civile di Lamezia Terme durante la Presidenza Tomaino, si pose con forza a tutela del diritto alla Sanità Pubblica volendo ed ottenendo l’Unità Coronarica, l’attuale U.T.I.C. e l’inizio dei lavori del Nuovo Ospedale Civile di Lamezia Terme, che, dopo la sua scomparsa, vennero interrotti per diversi anni. Incisivo fu anche l’impegno per la realizzazione dell’Aereoporto di Lamezia Terme.
Sulla Pubblica Istruzione Armando Scarpino intervenne in Senato assolutamente convinto della necessità che la lotta contro l’analfabetismo avrebbe potuto togliere le classi più deboli da uno stato di subalternità, che ne avrebbe compromesso la dignità oltre ad impedire la crescita del tessuto culturale e produttivo in tutto il paese, soprattutto al Sud. E’ molto interessante notare che nelle proposte di tutto il gruppo comunista al Senato, era il 1966, non fu mai fatta richiesta di ulteriori stanziamenti rispetto a quelli previsti ma venne richiesta un’ottimizzazione delle stesse risorse che dovevano essere ben destinate alla diffusione del servizio scolastico pubblico verso i distretti più periferici ed all’aumento della qualità dei docenti per migliorare la scuola pubblica al fine di formare figure altamente professionali, ma non a favorire alcuni istituti privati. Fu anche di Armando Scarpino la prima proposta di portare a quattro anni il Corso presso l’Istituto Superiore di Educazione Fisica con conseguimento della Laurea quadriennale, diversamente dal Diploma di Laurea triennale previsto per l’I.S.E.F.. Su questa iniziativa parlamentare fondamentale è stato il contributo della moglie, la Prof.ssa Albertina Barilaro, per più di 40 anni insegnante di Educazione Fisica nella scuola pubblica ma anche pioniera nella diffusione della Ginnastica Artistica e soprattutto della Ginnastica Ritmica nel Sud Italia tramite la Gascal, storica associazione lametina di Ginnastica da lei fondata e tutt’ora attiva, affiliata alla Federazione Ginnastica d’Italia (F.G.I.) dal 1964, che con i risultati conseguiti in oltre 50 anni di ininterrotta attività agonistica ha dato lustro alla città di Lamezia Terme in Italia e all’Estero. L’obiettivo di Scarpino era quello di dare pari dignità ad insegnamenti come l’Educazione Artistica, l’Educazione Musicale e la stessa Educazione Fisica, considerati molto spesso un’inferiorità accademica. L’attuale ordinamento di Scienze Motorie, con quattro anni di corso e conseguimento dell’esame di laurea, testimonia la validità e l’attualità dell’intuizione di Armando Scarpino che lui stesso collegava ad una visione più ampia della Sanità. Basti considerare il ruolo che oggi, diversamente da allora, ricoprono nei paesi sviluppati l’Educazione Fisica, l’Attività Motoria di Base e l’Educazione Alimentare, discipline fondamentali per la riduzione dell’obesità, anche infantile, e delle patologie cardio-vascolari.
Durante la VI Legislatura, la seconda per Armando Scarpino, il P.C.I. raggiunse il massimo storico sia in Calabria che a livello nazionale. Tra i colleghi parlamentari che hanno ricordato Armando Scarpino menzioniamo il Sen. Remo Salati e l’On. Emanuele Macaluso, presenti a Lamezia in occasione del Decennale e del Trentennale della scomparsa. L’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, suo collega alla Camera dei Deputati, lo ha definito: “… convinto fautore degli ideali di progresso sociale e civile e della causa della sinistra italiana.“.
Di certo, non pochi ricorderanno ancora Armando Scarpino durante i comizi, a distribuire personalmente “l’Unità” sul Corso Numistrano, durante le visite al Vecchio Ospedale Civile dove si intratteneva con i Primari per capire ed affrontare le necessità per garantire a tutti, e al meglio, il servizio sanitario, presso il Cantiere dell’Ospedale Nuovo insieme al Geom. Almagno per verificare lo stato di avanzamento dei lavori, presso i cantieri della S.I.R. dove si recava personalmente per portare con la sua auto i viveri ai lavoratori rimasti senza lavoro. Ad Armando Scarpino va attribuito il massivo impegno per l’acquisto dell’ex sede del P.C.I., la Sezione “Primerano”, attuale sede del PD, affinché i compagni avessero una sede dove riunirsi senza alcuna dipendenza o possibilità di sfratto, ricordando che i liberi contributi venivano molte volte da volontari tutt’altro che comunisti ma che di fronte ad una figura limpida ed onesta come Armando Scarpino non volevano sottrarsi dall’offrire il proprio apporto.
Preparatissimo docente di Lettere Classiche e dotato di grande umanità, Armando Scarpino mostrava aspetti che l’attuale modo di far politica ci ha fatto dimenticare e che dovrebbero essere basilari per chi riveste un qualunque mandato sia a livello locale che nazionale. L’attenzione alle esigenze generali della comunità, la tutela per le classi più deboli, la capacità di comunicare sia con il bracciante che con l’operaio con il docente universitario o con il ministro, si vedano al riguardo gli interventi parlamentari, sono alcune delle peculiarità che delineano il profilo di Armando Scarpino. Considerando che all’epoca di Armando Scarpino il P.C.I. era partito d’opposizione, il dialogo costruttivo su questioni di interesse comune con gli storici avversari democristiani del C.D.A. dell’Ospedale Civile di Lamezia Terme, o con il sindaco Vittorio Esposito, preludono a quello che sarebbe dovuto accadere con il compromesso storico, peraltro realizzato per la prima ed unica volta in Italia a Lamezia proprio con la Giunta Esposito, e anche alla nascita del PD, che probabilmente non interpreta ancora bene quello spessore culturale e politico. E’ da molti riconosciuto che Armando Scarpino guardava veramente avanti. Ricordare Armando Scarpino significa ricordare i compagni di partito che gli furono vicini ma anche gli avversari, per i quali nutriva profondo rispetto, tutti rappresentanti, anche se con visioni diverse, di una militanza ed una classe politica che – costa molto dirlo – non c’è più.
A volte non ci facciamo caso ma molte delle lotte politiche condotte da uomini come Armando Scarpino sono diventate diritti acquisiti ai nostri giorni. E’ difficile racchiudere la complessità della personalità di Armando Scarpino in poche righe. Se si tiene conto che stiamo parlando di più di quarant’anni fa, alcuni suoi tratti lo pongono fuori dal tempo: la posizione critica rivolta allo stesso P.C.I. che si presentava per diversi aspetti dogmatico, l’importanza dell’apertura da parte dello stesso P.C.I. al mondo cattolico, il dissenso talvolta espresso con forza per alcune iniziative dell’U.R.S.S., la necessità di un dialogo costruttivo con la DC e le altre forze democratiche. Ma era soprattutto di Armando Scarpino la profonda convinzione che fare politica significava mettersi dalla parte dei bisogni della gente, che nella storia vengono impersonati talvolta da diverse categorie di lavoratori. Era per lui fondamentale stare sempre dalla parte dei più disagiati e che la politica non si fa mai per ragioni personali. Ed ecco che il sacrificio di voler partire per l’ultima volta per il Senato – anche se non stava bene – trova una ragione ben precisa. Quell’ultima seduta faceva parte di quelle che avrebbero dovuto cambiare la storia del paese: il compromesso storico, la sintonia con Aldo Moro. Il resto della storia è ben noto. Armando Scarpino ha impersonato quell’afflato fino alla fine. Per tutto questo e per la disarmante attualità di alcune sue posizioni non meraviglia che venga ricordato con intensità da amici, avversari, compagni, colleghi, semplici conoscenti e da non pochi che ne hanno semplicemente sentito parlare. Armando Scarpino era la sua terra e la sua gente per cui avrebbe dato tutto. Così è stato. L’augurio più grande è che questa lezione possa essere compresa, e magari fatta propria, dalla nuova classe dirigente e dalla nuova classe politica nell’interesse di tutte le comunità. La situazione morale, economica e sociale del nostro paese lo richiede a gran voce.

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