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Lavoratori licenziati dal Comune dopo dieci giorni chiedono reintegro

martedì 13 ottobre 2015 - 15:22
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tribunale lamezia termeLAMEZIA TERME (CZ) – Il Tribunale di Lamezia Terme, in relazione al ricorso dei dieci lavoratori assunti per appena dieci giorni dal Comune di Lamezia Terme che ne ha poi “caducato” i rispettivi contratti, cedendo al diktat del Ministero degli Interni che riteneva erroneamente che al loro posto dovessero essere ricollocati i lavoratori in esubero delle province, pur esprimendosi, alla fine della prima fase del procedimento, di carattere sommario, nella direzione del rigetto, ha sancito, in modo univoco, la contraddittorietà dell’atteggiamento tenuto dall’ente, sottolineando al contempo il gravissimo errore giuridico commesso dal medesimo (evidentemente mal consigliato) in danno dei lavoratori assunti e poi subito licenziati: danno del quale il Comune di Lamezia Terme sarà chiamato a rispondere, così come saranno chiamati a rispondere di danno erariale i responsabili della vicenda.

Si legge, infatti, nell’ordinanza che le assunzioni dovevano essere sì caducate, ma non per l’unica ragione che era stata formalmente addotta dal Comune (e cioè perché le nuove assunzioni dovessero essere riservate ai dipendenti provinciali in esubero da ricollocare ai sensi dell’art. 1, comma 424, l. n. 190/2014). Si tratta, più specificamente, di una ragione del tutto diversa ed inedita (e cioè  la violazione del divieto di nuove assunzioni per i Comuni che non abbiano rispettato i tempi medi di pagamento) che il Comune di Lamezia Terme non aveva assolutamente addotto a motivo della caducazione delle assunzioni dei dieci lavoratori e che i difensori del Comune hanno tirato fuori dal cilindro, come ultimo argomento, soltanto nel giudizio, ma che il Tribunale di Lamezia Terme (a nostro avviso errando) ha ritenuto fosse possibile addurre tardivamente ed ex post, in violazione del principio di immutabilità del motivo di licenziamento.

Secondo il Tribunale, pertanto, l’unico motivo formalmente adotto dal Comune non giustificava la caducazione delle assunzioni; quello tardivamente addotto soltanto nel giudizio sì. Ma l’ente non aveva mai ritenuto che il mancato rispetto dei tempi medi di pagamento gli vietasse di assumere e non avrebbe mai caducato le assunzioni per tale ragione. Se, dunque, non fossero state caducate le assunzioni per un motivo del tutto sbagliato (asserita priorità di  ricollocazione dei dipendenti provinciali) i dieci lavoratori starebbero ancora lavorando in un Comune che ha un enorme carenza di personale.

Il Comune di Lamezia Terme ha dunque sbagliato due volte, secondo il Tribunale di Lamezia Terme:

1) sia perché (cedendo al diktat del Ministero) ha caducato dieci assunzioni per un motivo del tutto sbagliato, ritenendo che al loro posto dovessero essere prima ricollocati i dipendenti provinciali (unico motivo addotto), senza considerare come, in base alla corretta interpretazione del comma 424 prima citato, i dieci lavoratori già assunti dovessero essere equiparati ai vincitori di concorso e fossero stati assunti per coprire posti resisi vacanti a seguito di cessazioni anteriori al 2014 e riferite al triennio 2011-2013;

2) sia perché ha assunto i dieci lavoratori in violazione del divieto di nuove assunzioni per i Comuni che non rispettino i tempi medi di pagamento: errore evidenziato dagli stessi consulenti-difensori del Comune, ma non a tempo debito, nella fase, cioè, in cui il Comune ha proceduto alle assunzioni, conoscendo o dovendo conoscere l’esistenza di una causa d’invalidità del contratto (quella da loro indicata soltanto nel giudizio). Di tale causa di invalidità non ha invece dato notizia ai lavoratori, ai quali pertanto dovrà risarcire, insieme alle altre voci del medesimo, il danno loro derivante dall’averli indotti a confidare nella validità del contratto (art. 1338 c.c.).

Ma la kafkiana vicenda non è finita, dal momento che, ovviamente, alla luce di un provvedimento che non li ridimensiona, anzi, dichiara giudizialmente e rafforza la loro qualità di “vincitori” di concorso e il loro diritto a ricoprire i posti che in ogni caso resteranno vacanti, i dieci lavoratori proporranno opposizione avverso l’ordinanza che non poteva prendere in considerazione un motivo di caducazione delle assunzioni addotto soltanto a posteriori e, comunque, del tutto infondato, chiedendo di essere reintegrati nel posto di lavoro, salva ogni altra azione nei confronti del Comune di Lamezia Terme.

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