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Inaugurata a Lamezia in un bene confiscato la prima Fazenda da Esperança in Italia

domenica 21 giugno 2015 - 15:40
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LAMEZIA TERME (CZ) – Spiritualità, convivenza, lavoro. Su questi tre pilastri si fonda il progetto di vita della “Fazenda da Esperança”, che ha aperto in Italia la sua prima sede a Lamezia Terme, in una struttura confiscata alla criminalità organizzata e affidata dal Comune di Lamezia alla Caritas Diocesana nel dicembre 2014.

La Fazenda “San Luigi” nasce grazie alla collaborazione con la Caritas Diocesana di Lamezia Terme nell’ambito del progetto “Costruire Speranza”, che si prefigge tra i suoi obiettivo il riutilizzo  dei beni confiscati alla ‘ndrangheta per avviare “opere segno”, progetti che esprimano concretamente il riscatto morale e sociale attraverso la promozione della giustizia e della solidarietà.

Alla presenza dei quattro fondatori – Nelson Giovanelli, Frate Hans Steppel, Lucylene Rosendo e Iraci Leite – che all’inizio degli anni ’80 diedero vita in Brasile alla prima comunità per il recupero di giovani tossicodipendenti, attraverso un metodo fondato sulla vita evangelica e sulla riscoperta della dignità della persona attraverso la comunione fraterna e il lavoro quotidiano, la “Fazenda San Luigi” è stata inaugurata ieri pomeriggio in Località Lenza Viscardi, al termine dei lavori di ristrutturazione dell’immobile che hanno visto il coinvolgimento di tanti volontari, dei gruppi e delle associazioni ecclesiali della Diocesi lametina.

12 giovani saranno accolti nella comunità lametina, che sarà guidata da Marden Svicero, Clayton Ribeiru e Padre Joseph Citumba. Al termine del percorso di recupero, della durata di un anno, i giovani della Fazenda possono scegliere di restare in comunità e assumersi la responsabilità di gestire la struttura e guidare i nuovi ragazzi che entreranno a far parte della famiglia. I prodotti ottenuti dal lavoro quotidiano dei giovani e dei volontari della Fazenda vengono venduti in tutto il mondo per l’autosostentamento delle comunità.

Per il Vescovo di Lamezia Terme, Mons. Luigi Cantafora “la presenza dei volontari della Fazenda nel nostro territorio è un segno di speranza. Voi siete testimoni non di una speranza umana, ma della Speranza che ha la sua sorgente nella Parola di Cristo e siete espressione dell’amore gratuito e incondizionato di Dio per ogni persona. Siete giovani generosi chiamati a essere ambasciatori di speranza per tanti giovani che vivono il dramma della dipendenza e ai quali, come Gesù ai discepoli, dovrete dire “Passiamo all’altra riva”, direte che solo in Dio è la libertà e la felicità della vita”.

Per il direttore della Caritas Diocesana P. Valerio Di Trapani “realizzare in questo luogo la prima Fazenda da Esperança in Italia ha un grande valore morale e sociale: in un luogo simbolo del male e della violenza, nasce un segno di speranza per tanti giovani che in questa comunità potranno vivere il loro percorso di rinascita interiore e di libertà, sulla via del Vangelo e nella comunione fraterna”.

Marden Svicero, responsabile della comunità lametina, ha espresso soddisfazione per la nascita della prima Fazenda in Italia e ha annunciato a breve l’avvio a Lamezia di un’esperienza di  Fazenda femminile.

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