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Trame.5, Educare alla legalità: il social game sulle mafie

venerdì 19 giugno 2015 - 9:41
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Morano_Lapini_Latella_Tonni_MIsuraca-640x290LAMEZIA TERME (CZ) – “Educare alla Legalità”, questo uno dei temi principali dell’edizione di TRAME.5. E se n’è discusso, teatro il chiostro di San Domenico, alla presenza del prefetto di Catanzaro Luisa Latella, con Maria Teresa Morano di Fondazione Trame, Anna Maria Lapini responsabile legalità e sicurezza di Confcommercio, Lorenzo Misuraca dell’Associazione DaSud. Educare alla legalità attraverso il gioco, questo il messaggio lanciato dall’Associazione con “Mammafia”, il social game sulle mafie, che prende il nome dall’inchiesta del giornalista Danilo Chirico “Mammafia. Il welfare lo pagono le mafie”. Edizioni terrelibere.org. Ispirato al Monopoli, dove i giocatori rappresentano ogni tipologia di uomo di malaffare e le caselle gli imprevisti in cui questi incorrono, di numero nettamente superiore alle opportunità. Ragion per cui a rigor di logica è una strada da non seguire!
E la parola è passata a  Maria Teresa Morano di Fondazione Trame che ha sottolineato il perché l’edizione di quest’anno è dedicata ai “giovani favolosi”. Un percorso che è passato dalle scuole lametine, coinvolte nei mesi precedenti in diverse attività per dire No alle mafie, schierandosi a lenzuola aperte con chi giorno dopo giorno s’impegna nella difesa della legalità, della libertà, della democrazia. Fino ad arrivare a oltrepassare le porte della casa circondariale maschile di Catanzaro, dove i minori del carcere sono stati coinvolti in laboratori d’arte che hanno arricchito il festival di una mostra fotografica dal titolo “Mani che lavorano, pensieri che volano”. “Metafora di un’evasione mentale dalla realtà quotidiana in cui vivono” così come è stata descritta da alcuni di loro e che si è concretizzata nella realizzazione di magliette con stampate alcune delle foto della mostra con gli slogan più significativi. Un percorso che continuerà a segnare anche le edizioni future.

Sulla stessa scia il Premio Libero Grassi, ideato dall’Associazione Solidaria e presentato dalla responsabile legalità e sicurezza di Confcommercio Anna Maria Lapini, sponsor sia dell’edizione di Trame 5 sia del Premio, giunto all’XI edizione. Attraverso il quale le scuole di tutta Italia si confrontano su una tematica sociale, “Diritto di Cittadinanza”quest’anno, e danno vita a notevoli lavori espressivi dalla canzone al disegno, dalla scrittura ai video. D’obbligo il passaggio anche ad un altro prestigioso Premio promosso dalla Confcommercio,  il Premio Ambrosoli, dedicato a tutti coloro che si sono contraddistinti nella difesa e nella pratica della legalità e dell’integrità nonostante contesti ambientali illeciti.

Le battute finali sono state affidate al prefetto di Catanzaro Luisa Latella che ha sottolineato l’importanza di manifestazione come Trame per tenere sempre alta l’attenzione su certe tematiche, soprattutto in territori “molto difficili” come quello del Lametino. Ma è anche è vero che i “mondi drogati dell’imprenditoria e dello sport”, così come emerso dalle ultime operazioni antimafia che l’hanno vista protagonista in questi ultimi mesi, non sono solo una realtà calabrese ma investe ormai l’intero territorio nazionale e non solo. Ma – aggiunge – che “fino a quando il Nord continuerà a negare l’esistenza dell’ndrangheta, delle mafie, nei loro territori farà il loro gioco permettendone la proliferazione”, perché è vero che l’erba marcia va sradicata al nascere.

Il filo rosso di ogni intervento è stato la necessità e l’opportunità di “educare” alla conoscenza dei mondi mafiosi e alla legalità, entrando nelle scuole, parlando ai giovani che attraverso le buone pratiche, i sani principi e i grandi e piccoli esempi possano costruire una terra e un futuro migliore.

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