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Trame.5, Rosy Bindi: “Occasione per accendere riflettori su Calabria”

giovedì 18 giugno 2015

bindi_trameLAMEZIA TERME (CZ) – “Trame è una delle poche e belle occasioni per far parlare di Calabria e per far parlare la Calabria, quello che succede qui, rimane troppo spesso lontano dai riflettori.” È questa la prima riflessione che Rosy Bindi, Presidente della Commissione Antimafia fa arrivando a Lamezia Terme per partecipare alla prima giornata della quinta edizione del Festival Trame.  Di fronte a un numerosissimo pubblico, sotto un cielo minacciante tempesta, la testimonianza dell’imprenditore Godino  apre il primo appuntamento con le celebrazioni del decennale di ALA  – Associazione Antiracket Lamezia Onlus: “Si può crescere e dare lavoro nonostante le minacce esercitate dalle mafie. Sono cambiate molte cose, lo Stato  ora difende gli imprenditori. Bisogna riconoscere l’importanza di organizzare la lotta alle mafie attraverso le Associazioni, lo stare insieme, costringendo lo Stato a stare dalla parte di lotta contro le mafie. Quando vogliamo siamo più forti delle mafie”.

Ringraziando l’imprenditore Godino per la sua testimonianza hanno preso la parola Gaetano Savatteri e la Presidente Bindi che per oltre un’ora hanno parlato di politica e mafia. Entra nel vivo la serata e al capitolo RomaCapitale: “Se io fossi il Sindaco di Roma, mi interrogherei seriamente sull’ipotesi dimissioni. Certo – ha dichiarato la Bindi – prendere posizione su questa complessa vicenda prima di conoscere l’esito della Commissione d’accesso e le determinazioni del Prefetto Gabrielli sarebbe, per me e per tutti, molto imprudente. Un eventuale scioglimento per infiltrazioni mafiose della Capitale d’Italia sarebbe però un’onta per l’intera nazione. Pertanto – conclude la parlamentare del Pd eletta proprio in Calabria – pur essendo assolutamente certa dell’integrità del Sindaco Marino, credo sia opportuna una seria riflessione su quanto possa da lui essere fatto per evitare un evento così grave”.

Rosy Bindi ha anche annunciato il suo prossimo ritorno a Lamezia Terme per un incontro con la Conferenza Episcopale Calabra: “Dopo la scomunica di papa Francesco, la CEC ha redatto un documento a sostegno delle parole del Pontefice, che pone le basi per testimoniare la lontananza fra Vangelo e ‘ndrangheta, così come deve essere tra politica e ‘ndrangheta”. Rispondendo ad una domanda di Savatteri in merito al suo ruolo, il presidente Bindi non ha nascosto la sua iniziale impreparazione: “Prima di ricoprire l’incarico di Presidente della Commissione Antimafia, non ero una particolare conoscitrice delle realtà mafiose. Credo di averla sempre combattuta con il mio impegno, impegnandomi nel sostegno della questione morale nella politica. Non ero una esperta delle cosche delle province e, sinceramente, non so se ora lo sono: perché le mafie sono sempre diverse”.

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