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L’oncologo Marfella sulla morte del p.m. Bisceglia: “Schiavone mi avvertì, attenzione a strani incidenti stradali”

lunedì 2 marzo 2015

marfellaNAPOLI – L’oncologo che si batte accanto a Don Maurizio Patriciello per i roghi tossici e quanto ne consegue, nella ormai tristemente nota “Terra dei fuochi”, il dottor Antonio Marfella, nutre dei forti dubbi sulla morte del pubblico ministero Bisceglia deceduto ieri notte sulla A3 Sa-Rc, in prossimità di Castrovillari.

Scrive l’oncologo dell’ Istituto Pascale di Napoli in un post pubblicato sul suo profilo Facebok: “La notizia di oggi dello schianto in autostrada del magistrato Bisceglia con il quale ho collaborato, non solo mi schianta dal dolore ma mi obbliga al terrore in considerazione del messaggio preciso che ho ricevuto in occasione dell’incontro con il pentito Schiavone insieme a padre Maurizio…sono stato “avvisato” da Carmine Schiavone ad essere particolarmente attento ad “incidenti stradali” come già capitato ad un altro mio referente ed amico: il generale Gennaro Niglio”. Poi le inaspettate e drammatiche conclusioni: “Padre, tu sai  che io cammino a sensazioni…Ho sempre avuto paura delle percezioni prima di tutti quanti voi … Questo incidente non mi piace..Non mi convince, mi fa paura.  Sento che ci deve fare paura. Ricorda a tutti pure tu, l’avviso che ci fece Carmine Schiavone sugli   incidenti stradali… come al generale Niglio” scrive sul profilo del sacerdote.

Ricordiamo che il generale Gennaro Niglio, Comandante della Regione Carabinieri “Sicilia” si spense il  9 maggio del 2004 nell’Ospedale di Caltanissetta, nel quale era stato ricoverato in seguito ad un gravissimo incidente automobilistico avvenuto alla fine di aprile. Nato ad Ercolano, Napoli nel 1949, aveva frequentato la Scuola Militare “Nunziatella” e l’Accademia Militare di Modena. Da tenente, venne destinato prima alla Scuola Sottufficiali di Velletri e poi alla Legione di Catanzaro. Come maggiore, aveva comandato la Sezione Criminalità organizzata del Reparto Operativo di Roma; mentre coi gradi di tenente colonnello e colonnello fu a capo dei Comandi Provinciali di Caserta, Napoli e Reggio Calabria; tra i suoi comandi anche il Reparto Antieversione del Ros.

Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza, era stato decorato della Medaglia d’argento al valor militare per aver ingaggiato un conflitto a fuoco conclusosi con la cattura dei latitanti. Un ufficiale dal forte piglio, mai domo nel combattere il crimine: dalla lotta alla ’ndrangheta, all’anti eversione, dai controlli antidoping fino alle cosche mafiose siciliane.

Persona di grande professionalità, ma anche profondamente umana, era amatissimo dai suoi uomini, prima di arrivare in Sicilia era stato al comando dei Carabinieri per la Sanità. In questa veste si era occupato della “Terra dei fuochi”.

Dunque si addensano ombre sulla morte del magistrato calabrese, in forza alla Procura napoletana; ombre che si allungano sulla vicenda attraverso le parole del medico napoletano e grazie alle inquietanti analogie tra i due tragici avvenimenti riportati: Carmine Schiavone, il pentito dei casalesi che per primo vent’anni fa rivelò l’interramento di veleni in Campania, morto in carcere qualche giorno fa, avrebbe avvertito dunque, nei mesi scorsi, il medico ed il sacerdote, di “stare attenti agli incidenti stradali”.

Al di là dei dubbi ed in attesa di risposte più concrete da parte degli inquirenti, Padre Maurizio Patriciello, parroco di Caivano che strenuamente si batte perché alla popolazione di questa porzione di Campania venga riconosciuto il “diritto alla vita”, scrive sul suo profilo Facebook: “L’ ottimo magistrato Federico Bisceglia è morto in un incidente stradale in Calabria. Il dolore che proviamo è grande. La “ Terra dei fuochi” perde un magistrato amico, onesto, preparato. Federico caro, il Signore ti accolga nella sua pace. Grazie per la disponibilità che hai sempre dimostrato nei miei confronti e nei confronti dei nostri comitati”.

Luisa Loredana Vercillo

 

 

 

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