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“Giù le mani dal nostro ospedale”. La protesta degli studenti lametini

mercoledì 17 dicembre 2014 - 12:51
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manifestazione_sanita_studenti1LAMEZIA TERME (CZ) – “Giù le mani dal nostro ospedale”. Questo lo slogan che ha caratterizzato la manifestazione mattutina effettuata dagli studenti di tutti gli istituti superiori lametini. “Una protesta apartitica fatta solo da ragazzi che lottano per il proprio futuro” come ci spiegano alcuni dei partecipanti; una manifestazione che nasce dalla volontà di “fare pressione per le promesse fatte dal ministro Lorenzin in seguito alla sua visita, e fare pressione anche per i tagli al personale che molti reparti stanno subendo.

Quello che pretendiamo è che il nostro ospedale sia efficiente e che non ci venga portato via il nostro futuro. Spesso si sente parlare di sviluppo del territorio ma non vi potrà mai essere alcun sviluppo se vengono a mancare i servizi fondamentali e la sanità è il servizio principe”. I giovani manifestanti ci hanno spiegato di rivolgersi “a coloro che dirigono il sistema sanitario calabrese oltre che alle autorità politiche, in particolar modo alla giunta regionale che si sta insediando in questi giorni alla quale ci rivolgiamo con fiducia ricordando loro quali sono le responsabilità di chi viene votato dal popolo”.

Il corteo partito dall’istituto T. Campanella si è diretto verso il piazzale antistante il nosocomio lametino, dove a prendere parte alla manifestazione sono stati anche alcuni medici. Anche questi ultimi han preso la parola spiegando che ciò che rivendicano è che venga mantenuta la promessa dello sblocco del turn over, la copertura del personale mancante che sta mettendo a rischio l’efficienza del Centro Trasfusionale e del reparto di Terapia Intensiva Neonatale.

“Il nostro è un ospedale che, in condizioni normali, è in grado di affrontare quasi tutte le patologie. Noi curiamo il 90% delle patologie e solo in alcuni casi è necessario il trasferimento del paziente, come per un trapianto per esempio. Ciò che lamentiamo è l’assenza di personale medico e paramedico che mette in difficoltà alcune unità operative che, rispetto agli schemi operativi regionali di riferimento, registrano una carenza. Attualmente sono stati incrementati i posti letto ma, lo ribadiamo, è necessario un incremento del personale che, secondo quanto si vocifera, dovrebbe avvenire”.

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Denise Di Matteo

 

 

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