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Presentate a Lamezia le iniziative del Centro regionale di Neurogenetica per sostenere ricerca

martedì 9 dicembre 2014

iniziative_neurogeneticaLAMEZIA TERME (CZ) – Solidarietà e ricerca. Questo il binomio che sancisce le iniziative messe a punto dal Centro regionale di neurogenetica, l’Associazione regionale neurogenetica e “Casa Alzal” che per questo mese di dicembre hanno organizzato una serie di iniziative, al fine di sostenere la ricerca sulle malattie degenerative.

Il Centro regionale di neurogenetica dell’Asp di Catanzaro da anni svolge infatti ricerche su quelle che sono diventate ormai delle malattie molto diffuse nel mondo e che purtroppo stanno aumentando sempre più tra la popolazione. In particolare, gli eventi in programma sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa, tenutasi nel salone municipale di Via Perugini a Lamezia Terme e moderata dall’addetto stampa dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro Pasquale Natrella.

All’incontro erano presenti la dottoressa Amalia Cecilia Bruni, responsabile del centro di neuro genetica e scienziata di fama mondiale, Antonio Laganà presidente dell’Associazione regionale neurogenetica, Francesca Frangipane neurologa del Crn di Lamezia, Francesca Gentile responsabile del Casino Lenza e Rossana Costantino, docente dell’istituto professionale “Einaudi”. Ricco il programma degli appuntamenti: si inizia il 12 e il 13 dicembre con un convegno scientifico, nel corso del quale si parlerà dei modelli di cura integrati per i malati di Alzheimer, e che avrà come tema centrale “L’assistenza ai pazienti con demenza: il Chronic care model, esempio replicabile di sanità di iniziativa”. Il convegno, che vedrà la presenza di numerosi esperti di fama internazionale, sarà la sintesi del progetto triennale finanziato dal ministero della Salute e finalizzato ad un modello di assistenza, collegata alla ricerca e fortemente decentrata sul territorio.

Dopo il convegno di giorno 12 al Teatro Grandinetti sarà presentato il libro “La vita dimenticata”, scritto dalla neurologa Francesca Frangipane, che racchiude tredici storie di demenza, esperienze reali incontrate nel corso della sua professione. Il ricavato della vendita del libro verrà devoluto alla ricerca neurogenetica. La stessa sera, sempre al Grandinetti, l’attore regista Saverio La Ruina si cimenterà nella pièce teatrale denominata “Dissonorata. Un delitto d’onore in Calabria”. Il 18 dicembre è prevista invece una cena di beneficenza nella struttura “Casino Lenza” che i proprietari metteranno gratuitamente a disposizione per l’evento. La cena sarà preparata da grandi chef tra cui il docente universitario Silvio Greco, insieme alla collaborazione degli studenti dell’istituto alberghiero “Einaudi” di Lamezia Terme. Gli appuntamenti natalizi a favore della ricerca neurogenetica si concluderanno con la “Festa di Natale” del 19 del mese al parco “Impastato”, dove si ritroveranno gli ospiti di Casa Alzal e quelli di “Tener@mente cafè”.

Nel corso della conferenza stampa, la dottoressa Bruni ha spiegato che secondo le ricerche e gli studi effettuati, “nel 2015 saranno circa 40 mila i calabresi malati di Alzheimer, per i quali vi sono a disposizione 35 unità di cura. Un numero di malati che sta avendo ed avrà una crescita esponenziale, che implica modelli integrati di gestione della malattia a partire dalla presa in carico del paziente al sostegno dei familiari, alla strutturazione dei servizi che ruotano intorno alla persona affetta da questa particolare forma di demenza. Spesso le famiglie non riconoscono i sintomi dell’Alzheimer, per questo le famiglie devono essere attente così come lo devono essere i medici che devono interagire con gli specialisti. La totale presa in carico di un malato affetto da malattia degenerativa, è un’operazione complessa che necessita formazione di base e servizi strutturati”. La dottoressa Bruni ha anche sottolineato che al momento “non ci sono molti farmaci per la cura di questa malattia, i pochi esistenti vanno impiegati in maniera mirata”, spiegando che la maggior parte di malati sono anziani, anche se in Calabria ci sono forme rare di Alzheimer anche in persone giovani”.

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