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Teresa Benincasa: “Il Liceo Classico “F. Fiorentino” non sarà accorpato”

teresa_benincasaLAMEZIA TERME (CZ) – “Il cronoprogramma del dimensionamento scolastico deliberato dalla Provincia di Catanzaro nel 2012, sul Liceo Classico “F.Fiorentino” di Lamezia Terme non sarà lasciato scadere.

A segnare l’inversione di marcia è la lotta rispettosa ma senza riverenze di chi, come gli stessi alunni del Classico, è convinta che non vi sia un destino ma una volontà anche politica da riequilibrare e portare sulla via che giustifica la natura pubblica dell’istruzione”.

E’ quanto fa sapere Terese Benincasa, consigliere comunale.
“Alle porte dell’accorpamento, grazie al lavoro congiunto con il preside attualmente reggente lo stesso Istituto, e le istituzioni coinvolte, siamo riusciti ad ottenere un risultato che sembrava contro un destino già segnato. Dopo tre anni di reggenza, e indirizzi negati, il Liceo Classico non sarà accorpato. La notizia sicuramente rende più sereno il clima del consiglio provinciale convocato lunedì 17, sul dimensionamento scolastico alla presenza di tutti i sindaci e i dirigenti degli istituti scolastici della provincia. E’ un preciso merito del Presidente Enzo Bruno, avere recepito con elevata sensibilità e concreto spirito democratico, l’appello lanciato dal territorio. Quando a dare il segnale era una semplice ma utile Commissione consiliare, sembrava un’ipotesi accampata solo su un verbale e su qualche giornale che ne registrava l’intervento. Che fosse invece un bisogno latente e legittimo lo ha fatto emergere il confronto a cui hanno preso parte tutti i consiglieri e ciascuna forza istituzionale in campo: dai presidi al dirigente attuale, dai docenti agli alunni, dai consiglieri provinciali al presidente in pectore, Enzo Bruno.

Proprio ieri- ha aggiunto Benincasa – ho potuto confortare la mia posizione con il parere di Giuseppe Fioroni, autorevole ministro all’istruzione dal 2006 al 2008, e a dettare il no all’accorpamento del Liceo Classico è davvero un corredo di requisiti oggettivi che rendono l’autonomia non solo possibile ma dovuta a un Istituto che oltre ad avere 150 anni di storia, è dotato di laboratori e spazi a norma e con tecnologie all’avanguardia. Una scelta altrimenti “illogica” sarebbe accorpare il “Fiorentino” in una città a cui affluisce un bacino di popolazione crescente. Ed è proprio al diritto all’istruzione dei giovani della Calabria che sarebbe imperdonabile applicare i principi della giusta razionalizzazione con la clava dei tagli, senza invece favorire quei giusti correttivi a salvaguardia di un’offerta formativa coerente alla richiesta di innovare istituendo nuovi indirizzi ad oggi negati, come l’artistico, e il nuovo corso di studi coreutico.

Se una tappa importante è segnata, molto resta da fare per garantire allo storico Liceo Classico di Lamezia Terme quello che in altre città italiane è stato possibile: è il caso del liceo classico “Dante” di Firenze dove l’istituzione del Coreutico, ha significato non solo un’espansione della base degli iscritti ma anche il potenziamento e la riscoperta del sapere umanistico, nel campo delle professioni artistiche.

Bisognerà andare avanti. Tenendo presente che l’istituzione di un Liceo coreutico al Classico, come è stato avanzato dal Collegio dei docenti lo scorso mese di ottobre, è motivato da condizioni oggettive: la presenza di numerose sezioni ad indirizzo musicale nelle scuole secondarie di primo grado, la presenza di numerose Scuola private di danza nel territorio, e il fatto che in tutta la regione non è stato istituito in nessuna città e la scelta di prevederlo a Lamezia, sarebbe ottimale sia per la sua centralità che per la sua condizione di essere a portata del popolo degli studenti provenienti da qualunque provincia, tramite collegamenti già esistenti sia via bus che tramite ferrovia. Il Liceo Classico, dice bene il filologo Luciano Canfora, “è la trincea della democrazia e tradurre latino e greco non è un esercizio sterile e fine a se stesso, ma è lo strumento principale per orientarsi nella comprensione degli altri e delle atre culture”.

 

 

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