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Nasce a Lamezia il movimento “La Sveglia 2.0”. Intervista al presidente Donatella Pino

Donatella Pino

Donatella Pino

LAMEZIA TERME (CZ) – La Calabria è una regione estremamente complessa, caratterizzata da un dualismo: il brutto e il bello. Spesso della Calabria vien messo in risalto il suo aspetto negativo obliando quelle attività che hanno come obiettivo principale quello di ristabilire il bello. L’intervista che vi proponiamo quest’oggi è quella fatta ad un gruppo di cittadini che hanno lo scopo di abbattere i luoghi comuni che vessano la nostra regione ribaltando la scena e mettendo in risalto ciò che c’è di positivo nei calabresi e nella Calabria.
Stiamo parlando del neo nato movimento “La Sveglia 2.0” che, come ci spiega il suo presidente Donatella Pino, “è un gruppo eterogeneo costituito da diverse figure per età, sessò, professionalità e soprattutto orientamento politico. Il punto di partenza è che tutti noi siamo Sambiasini e Lametini, quindi il nostro scopo è la rinascita del centro storico di Sambiase in concomitanza con il territorio di Lamezia Terme. Tutto ciò avverrà seguendo le nostre radici che è il punto cardine del nostro movimento: noi dobbiamo avere un’identità”.

Dopo questa introduzione generale spieghiamo meglio di cosa si occupa La Sveglia 2.0 iniziando dal suo simbolo. Perchè la scelta delle due torri con la sveglia?
Il nostro simbolo può essere spiegato mediante una frase: “noi abbiamo ali e radici”, che significa che bisogna mantenere salde le proprie origini e tradizioni proiettandosi al contempo verso il futuro. Dunque il nostro simbolo è una sveglia alle cui estremità si ergono due torri ed è un invito alla città a svegliarsi ed a risvegliare il territorio. Le due torri rappresentano il simbolo storico di Sambiase che abbiamo appositamente colorato di giallo e rosso che sono i colori tipici di questo quartiere. Noi abbiamo anche un motto che è “parola ditta, corpu tiratu” (parola pronunciata, colpo tirato) che è una frase tratta da un testo di Borrelli, poeta Sambiasino. Tale motto indica la nostra voglia di concretezza, nel momento in cui noi diciamo di voler fare qualcosa dovremo necessariamente portarla a termine.

Dunque, quali sono le vostre idee e i vostri obiettivi?
Noi ci siamo posti degli obiettivi alcuni dei quali sono a breve scadenza, altri a lunga scadenza. Tra gli obiettivi a breve scadenza vi è quello di restaurare il monumento tombale del poeta Franco Costabile. Lo faremo mediante una raccolta di fondi e coinvolgendo il territorio. Vorremmo altresì ricostruire la sua storia, più volte si è parlato di voler intitolare il teatro a Costabile ma noi pensiamo che questo sia il fiocco finale di un pacco che attualmente è vuoto, perciò cercheremo di attivare delle iniziative come quella di creare un premio letterario in memoria del poeta, in modo tale che si costruisca in maniera chiara questa figura. Altro obiettivo a breve scadenza è quello di attivare uno sportello informativo aperto sia ai nostri tesserati che non, con lo scopo di fornire al cittadino un servizio di assistenza mediante attività di accoglienza, ascolto ed orientamento sui servizi socio-sanitari, sulle opportunità offerte dalla nostra Regione, etc. Dunque la nostra idea di rilancio è orientata sia al sociale che territoriale.

Gli obiettivi a lunga scadenza quali sono?
Premetto che alla base delle nostre idee e dei nostri progetti vi è una sorta di studio di quelle che sono le esigenze dei cittadini. Ad esempio nel momento in cui diremo di voler riqualificare il quartiere di Sambiase, diffonderemo un questionario in cui le persone potranno dire di che cosa hanno bisogno. Per quanto riguarda gli obiettivi a lunga scadenza abbiamo stilato una lista di progetti sui quali poi lavoreremo concretamente; tali obiettivi sono: restituire funzioni pubbliche e produttive a quegli edifici presenti nel centro storico che non vengono utilizzati, quali l’ex carcere, il museo della memoria, edificio del mercato coperto, etc; realizzare degli spazi di connessione mediante la realizzazione di collegamenti funzionali tra edifici pubblici, spazi collettivi ed aree e spazi residuali; riqualificare spazi a forte rilevanza identitaria quali piazza diaz, via delle terme, viale stazione, il lungofiume “Cantagalli”, il percorso “u vuccilatu”, etc; istituire una zona urbana franca nel centro storico di Sambiase in cui le imposte comunali siano ridotte e stimolino i cittadini ad investire puntando su attività commerciali che rispolverino i cosiddetti vecchi mestieri; l’ultimo obiettivo a lungo termine è un miglioramento della qualità urbana che verrà attuato migliorando la viabilità carrabile e pedonale, progettando elementi di arredo funzionali, attivando laboratori artigianali, etc.

La volontà di creare questo movimento con questi obiettivi nasce da un malcontento nei confronti della classe politica che ha abbandonato questa parte della città?
Assolutamente sì. Alla base c’è una forte delusione e stanchezza nei confronti della classe politica che per anni ha fatto tante promesse senza mai mantenerle. Ovviamente dovremo interfacciarci con l’amministrazione per poter realizzare i nostri progetti, ma a conti fatti la politica sarà solo un mezzo per mettere in atto le nostre idee.

I cittadini come hanno accolto questo movimento?
Il nostro movimento è nato due mesi fa e abbiamo già circa 80 iscritti, quindi tutto sommato non è andata male. Qualche giorno fa abbiamo effettuato una presentazione del movimento in piazza e vi è stato un numero di ascoltatori abbastanza soddisfacente. E’ chiaro che adesso puntiamo ad un coinvolgimento maggiore, il nostro obiettivo è anche quello di avere un bel po’ di persone che portino delle idee da realizzare.

Denise Di Matteo

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