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Udienza del mercoledì: ricevuti da Papa Francesco due giovani sposi calabresi, nipoti di P. Giovanni Vercillo

Nella foto la sposa Francesca e Giacomo alla sua sinistra

Nella foto la sposa Francesca e Giacomo alla sua sinistra

ROMA – Il mese di ottobre si apre anche a Roma, con una splendida giornata di sole. Un mese davvero particolare per la Chiesa, ricco di grazie: si ricorda oggi Santa Teresina con cui Papa Francesco ha un particolare legame, e nei giorni a seguire Santa Faustina la “segretaria” della Divina Misericordia e la Vergine del Rosario di Pompei; appuntamento poi straordinario per l’apertura del Sinodo sulla Famiglia per il quale sabato si pregherà insieme al Santo Padre.
In una Piazza San Pietro con misure di sicurezza rafforzate per il rischio di attentati, si radunano numerosissimi, come consuetudine, i fedeli provenienti da tutti i paesi del mondo: Croazia, Australia, Mexico, Argentina per citarne alcuni di quelli ricordati dai saluti finali in lingua. E’ la settima catechesi che Papa Francesco dedica alla Chiesa, questa volta sui carismi, cioè sui doni che Dio Padre attraverso lo Spirito Santo elargisce a noi tutti. Francesco cita la “sua” santa: “Oggi la Chiesa festeggia la ricorrenza di Santa Teresa di Gesù Bambino, questa Santa che è morta a 24 anni e amava tanto la Chiesa, voleva essere missionaria, ma voleva avere tutti i carismi e diceva: “Ma, no, io vorrei fare questo e questo e questo…”, e tutti i carismi voleva. E’ andata in preghiera, ha sentito che il suo carisma era l’amore e ha detto questa bella frase: “Nel cuore della Chiesa io sarò l’amore”. E questo carisma lo abbiamo tutti: la capacità di amare. Chiediamo oggi a Santa Teresa di Gesù Bambino questa capacità di amare tanto la Chiesa, di amarla tanto e accettare tutti quei carismi con questo amore di figli della Chiesa, della nostra Santa madre Chiesa gerarchica”.
E testimoni di questo amore anche gli sposi novelli che vengono ricevuti per una benedizione da Papa Francesco; tra loro due giovani sposi calabresi, Francesca Prisco e Giacomo Vercillo. Francesca è di Montalto Uffugo (Cs) mentre Giacomo, di Rende (Cs), è il nipote di padre Giovanni Vercillo dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola che ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei lametini.
Abbiamo raggiunto telefonicamente la sposa, Francesca, che ancora emozionatissima, ci ha raccontato l’incontro indimenticabile con il Papa. Ci dice subito che la catechesi di Papa Francesco l’ha colpita molto, soprattutto nel passaggio in cui definisce il carisma ben più di una qualità personale, ma come un dono elargito da Dio. “I doni che Dio ci fa sono perché con la stessa gratuità e lo stesso amore lo possiamo mettere a servizio dell’intera comunità, per il bene di tutti” ci ricorda la giovane. Ci dice della commozione per i cori dei fedeli argentini che hanno fatto cantare tutti e per la gioia che regnava nella piazza.
Gli chiediamo di raccontarci il loro “indimenticabile momento”.
Francesca ci ricorda che si sono sposati sabato 27 settembre e che durante l’estate avevano inviato una e-mail in Vaticano con la richiesta di partecipare all’udienza di questo mercoledì, per poter ricevere la benedizione papale. L’ansia della mancata risposta ha accompagnato i giovani quasi fino al giorno delle nozze. Solo il giorno prima, infatti, Francesca si è vista mettere tra le mani, dal postino, la busta con gli inviti provenienti dal Vaticano: “Non vi dico i salti di gioia che ho fatto!” dice ridendo.
Le nozze, celebrate da padre Casimiro Maio, amico fraterno di padre Giovanni, nel Santuario della Madonna della Serra a Montalto Uffugo(Cs), sono state vissute con molta commozione dall’intera famiglia. Padre Casimiro ha ripercorso, infatti, la storia di tutta la famiglia ricordandone la grande testimonianza di fede.
L’arrivo nella città eterna ha raccolto le emozioni della giovane coppia fino a questa mattina, quando, al termine dell’udienza, il Papa è sceso dai gradoni e si è avviato verso gli sposi. La gioia e l’emozione di Francesca nel raccontare ciò che è accaduto in quei pochi ma intensi momenti è indescrivibile: “Il Papa è venuto verso di me, allora io gli ho preso la mano, gli ho dato due baci sulle guance che sono stati ricambiati e poi gli ho baciato la mano. Papa Francesco ha stretto la mano a Giacomo 4 o 5 volte, allora ho allungato al Papa un’immagine di San Francesco di Paola e gli ho detto che gli avevamo portato il santo calabrese, lui mi ha guardata dritto negli occhi e restituendomela mi ha detto sorridendo: “Con una particolare e speciale benedizione”. Sarà un momento che porteremo sempre con noi, non potevamo ricevere regalo più bello in questo giorno così particolare!”.
Ringraziamo gli sposi per questa bella testimonianza e facciamo loro un augurio con le parole che padre Giovanni Vercillo amava ripetere ai suoi sposi: “Dio nessuno l’ha mai visto, voi non l’avete visto, io non l’ho visto. Sapete dove sta Dio? Dove ci sono due persone che si amano. Però glielo dobbiamo chiedere quest’amore: bussate, chiedete e vi sarà dato. Così non vi abituerete mai a questo straordinario fatto di esservi trovati insieme e vivrete sempre l’amore così come lo vivete in questo particolare giorno.”

Luisa Loredana Vercillo

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