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Storia di una cronista siciliana che scrive di ‘ndrangheta in Lombardia

imageLAMEZIA TERME (CZ) – Si è cimentata nella scrittura quando aveva 17 anni, a 20 è diventata una giornalista pubblicista e ad oggi ha vinto, per il suo lavoro, premi molto importanti. Stiamo parlando di Ester Castano, cronista 23enne nota per aver condotto inchieste sulle connessioni tra malavita e politica lombarda. La giovane giornalista è stata ospite a Lamezia Terme in un incontro tenutosi a Palazzo Nicotera ed organizzato dall’associazione culturale InOper@ e dal Sistema Bibliotecario Lametino. La cronista, di origini siciliane, ha raccontato la sua storia che non è ambientata in Sicilia, bensì in Lombardia, nella provincia di Milano. Infatti, è nel comune di Sedriano che Ester ha condotto le sue inchieste sulle connessioni tra ‘ndrangheta e politica locale per il settimanale L’Altomilanese. Ed è proprio con il “battesimo” de L’Altomilanese che inizia la colorita vicenda di questa giovane ragazza. Il pezzo pubblicato dalla Castano sul primo numero del settimanale, riguardava una serata voluta dal primo cittadino del comune in provincia di Milano, Alfredo Celeste, dedicata alla “creatività femminile”. Ad insospettire Ester fu la scelta della madrina d’eccezione della serata: la consigliera ed ex igienista dentale di Berlusconi coinvolta nell’inchiesta Ruby, Nicole Minetti. “Quella sera – spiega Ester Castano – un centinaio di cittadini ha protestato contro la presenza della Minetti. Tra loro anche una suora e una maestra, strattonate dal marito di una consigliera comunale di Sedriano, che ha obbligato la religiosa a salire sul palco per dare una parvenza cristiana all’evento. La suora e l’insegnante, però, hanno scritto una lettera ai carabinieri in cui spiegavano di essere state “molestate”. In seguito alla pubblicazione del pezzo – ha proseguito – in cui ho riportato un evento rilevante, e cioè dei 7.020 euro che il sindaco avrebbe dato al suo avvocato Giorgio Bonamassa per occuparsi della vicenda, i due mi hanno querelata ed hanno inviato una lettera agli edicolanti dicendo loro che avrebbero risposto in sede legale per aver venduto l’articolo e appeso la locandina”.
Da quel momento in poi la giovane cronista, per oltre un anno e mezzo, è stata bersagliata dalle querele per diffamazione di Alfredo Celeste, arrestato ad ottobre del 2012 per i suoi rapporti ravvicinati con Eugenio Costantino, presunto “faccendiere” della ‘ndrangheta in Lombardia. Nonostante ciò, Ester non si è mai arresa ed ha continuato a scalfire con i suoi articoli quel muro di omertà basato sul concetto secondo cui in Lombardia la ‘ndrangheta non esiste.
“Ogni qual volta cercavo informazioni su famiglie mafiose presenti in Lombardia – racconta la cronista – mi veniva detto che la ‘ndrangheta non c’era in quel posto”. Ma la conferma che Ester ha sempre avuto ragione non ha esitato ad arrivare, infatti nell’ottobre del 2013 il Consiglio dei ministri ha decretato il commissariamento del comune di Sedriano per infiltrazione mafiosa: il primo caso in Lombardia. Ma la 23enne siciliana non si è limitata a raccontare la sua storia, infatti il suo bersaglio sono stati anche i grandi gruppi editoriali. “Ho ricevuto molti premi per il mio lavoro – ha spiegato – e mi fa molto piacere, però è paradossale che nonostante ciò io non abbia un contratto. Questa non è una situazione che riguarda solo me, ma tutto il mondo del giornalismo. È indecente che i professionisti dell’informazione mi facciano una lunga serie di complimenti ma poi quando chiedo di scrivere retribuita non mi diano risposte. È vergognoso che testate nazionali non siano disposte a pagare più di 300-400 euro per uno stage retribuito”.
Ad intervenire durante il dibattito moderato dal giornalista Salvatore D’Elia, sono stati Angela Napoli, membro della Commissione parlamentare Antimafia, e Don Giacomo Panizza, che hanno voluto dare il proprio sostegno alla giovane cronista stimolandola ad andare avanti senza abbattersi mai. “E’ importante che questi giovani che hanno il coraggio di denunciare, non vengano lasciati da soli”. E’ quanto ha affermato Angela Napoli. “Mi rendo conto che in un contesto come quello lombardo, è difficile far capire che anche là c’è la ‘ndrangheta” “Al nord non solo c’è la criminalità organizzata – ha affermato Don Giacomo Panizza – ma anche il mondo dell’imprenditoria è altamente corrotto e nessuno ne parla. Bisogna avere la coscienza etica di fare vera informazione – ha concluso – perché sono tante le testate che si vendono alla criminalità organizzata”.

Denise Di Matteo

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