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Marco Travaglio: Trame, un evento straordinario

sabato 21 giugno 2014 - 17:27
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trame4_travaglioLAMEZIA TERME (CZ) – “Trame è un evento straordinario. Ho visto tanta gente, tanto calore. Il prossimo anno sarebbe bello tornare a Lamezia”.Assediato dalla folla che ha partecipato all’incontro in piazzetta San Domenico, Marco Travaglio ha parlato con i giovani volontari delle sue impressioni sul festival, che lo ha avuto ospite.

“La goccia scava la pietra: da quattro anni – aggiunge il vicedirettore de Il fatto quotidiano – si tiene questa rassegna e far sentire questi discorsi alla gente serve a farla ragionare, indurla a riflettere e a capire che la mafia non è solo quella che spara, ma si tratta di un fenomeno culturale, presente nei piccoli gesti illegali di ogni giorno. Spero che iniziative come “Trame” sorgano dappertutto”.

Alle 21, in una piazzetta gremita di gente, il direttore del festival Gaetano Savatteri avvia la presentazione di “E’ Stato la mafia. Tutto quello che non vogliono farci sapere sulla trattativa e sulla resa ai boss delle stragi” con Travaglio che da subito non le manda a dire ricostruendo le complesse vicende della trattativa Stato-mafia oggi al centro di un processo a Palermo che vede imputati mafiosi assieme ad uomini delle istituzioni e delle forze di polizia.

“I magistrati hanno trovato molta più collaborazione dai mafiosi pentiti che dagli uomini delle istituzioni, evidentemente meno propensi a pentirsi”: inizia così un lungo intervento in cui trovano spazio anche le critiche a giornali e televisioni che seguono con disinteresse una vicenda così importante e centrale nella vita della nostra nazione negli ultimi trent’anni.

Travaglio è un fiume in piena, non si ferma un attimo spiegando la genesi della trattativa, la morte di Paolo Borsellino, le vicende sull’applicazione del carcere duro a centinaia di mafiosi. Ancora una volta il vicedirettore del “Fatto” sferra un duro attacco al Presidente Napolitano per le sue telefonate con il senatore Mancino e per il suo rifiuto di testimoniare al processo di Palermo.

Quando il vice direttore de “Il Fatto Quotidiano” si accinge ad andar via sembra quasi di assistere all’uscita di scena di una rockstar: decine giovani gli si avvicinano per un autografo o un modaiolo selfie.

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