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Trame.4, la corsa di Miguel ricordando la strage dei ciclisti

venerdì 20 giugno 2014 - 16:54
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corsa_miguelLAMEZIA TERME (CZ) – Maratoneti come ciclisti: così Trame ricorda la strage della SS18. 9 Gennaio 1978, Buenos Aires. Veniva rapito il giovane maratoneta Miguel Sanchez. 5 Dicembre 2014, Lamezia Terme. 8 ciclisti vengono travolti e uccisi sulla SS18.Miguel è uno dei 30mila desaparecidos vittime di una dittatura crudele. Gli otto ciclisti calabresi sono alcune vite tradite da un destino amaro. Tutti sono accomunati da sogni, speranze, passioni, prima tra tutte quella per lo sport. Questa delicata similitudine emerge a Trame, festival dei libri sulle mafie, giunto ormai alla quarta edizione, che a Lamezia Terme offre profondi spunti di riflessione, non solo per quel che riguarda la criminalità organizzata.

A parlare della storia di Miguel è Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica, che con voce ferma e ritmo incalzante ipnotizza la platea; insieme a lui Valerio Piccioni, giornalista della Gazzetta dello Sport nonché ideatore e organizzatore della Marcia di Miguel, che si svolge a Roma da 14 anni in ricordo di questo giovane che è diventato un simbolo degli anni Novanta di un’Argentina in cui omertà e silenzio erano legge assoluta. E il pensiero non può non correre quindi ai morti di mafia, agevolata da un’indifferenza agghiacciante, molto simile a quella che ha favorito il governo dittatoriale sudamericano negli anni delle stragi.

Ma quello che Trame lancia è un messaggio di speranza, così come sottolineato dai due brillanti ospiti nel loro dialogo incalzante. Ed anche uno spunto per i giornalisti di domani a non fermarsi agli schemi tradizionali, non chiedendosi chi che cosa come dove quando, ma ripetendosi insistentemente “Perché?”, proprio come fanno, da 4 lunghi anni, i parenti delle vittime della SS18, che – al di là del lutto, dei minuti di silenzio, della giustizia- grazie a questa serata hanno avuto modo di capire che non importa quanto grandi siano le distanze geografiche o le differenze ideologiche: maratoneti come ciclisti, uniti da una passione forte e vittime incolpevoli. In questa serata il pensiero di Lamezia Terme va a loro, e a tutti i simboli di una storia o di una verità che fa, ancora, male.

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