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Ospedale “Giovanni Paolo II”, strumenti di ultima generazione a Radiologia

mercoledì 18 giugno 2014 - 18:18
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radiologia_gp2LAMEZIA TERME (CZ) – L’Unità Operativa Radiologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme si è dotata di strumentazioni tecnologiche di ultima generazione, alcune della quali presenti in pochissime strutture sanitarie dell’Intero Paese. Una strumentazione che è stata acquistata in questo anno, grazie alla volontà del Direttore Generale dell’Asp di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, che ha provveduto a saldare l’acquisto dell’apparecchiatura di Risonanza Magnetica, installata e inaugurata nel 2007. Dg Mancuso che recentemente ha anche provveduto all’aggiornamento tecnologico della strumentazione, accogliendo la richiesta del Direttore della Radiologia, Dott. Salvatore Galea, che ha rappresentato l’importanza di tale necessità.“Le potenzialità della tecnica sono ormai note a tutti – ha affermato il dottore Galea – e molte diagnosi brillanti sono possibili proprio grazie alla presenza di una siffatta apparecchiatura, che peraltro quella di Lamezia è l’unica struttura nelle regione e tra le poche in Italia a monitorare l’accumulo di ferro nel miocardio e nel fegato nei pazienti talassemici della Regione e di quelle confinanti (Sicilia e Puglia in particolare). In particolare, l’ultimo aggiornamento consente un notevole passo in avanti nella qualità delle immagini e nell’ottimizzazione degli esami. Questo a vantaggio di una più precisa e dettagliata diagnosi grazie ad esami radiologici di maggiore qualità. Così come sono ridotti i tempi di esecuzione degli esami, quindi con un notevole risparmio di tempo per gli utenti che, tra l’altro, in un’unica seduta ora potranno effettuare più esami. L’acquisto della bobina HNS (testa, collo, rachide) permette infatti di poter effettuare nella stessa seduta lo studio del cranio e di tutto il rachide, con una relativa ottimizzazione sia della modalità di esecuzione dell’esame che dei tempi di somministrazione dell’agente contrastografico. Tale potenzialità è di particolare importanza ad esempio nella valutazione e nel follow-up di pazienti affetti da patologie demielinizzanti (sclerosi multipla, sclerosi a placche, ecc.)”.

“Inoltre – ha spiegato il direttore della Radiologia – le sequenze di ultima generazione (CUBE, IDEAL, SWAN, ecc.) permettono uno studio maggiormente dettagliato e a spessore più sottile dei distretti anatomici, encefalo in particolare, dove l’utilizzo di una di queste sequenze (SWAN) permette una migliore caratterizzazione delle patologie vascolari (angiomi cavernosi, malformazioni artero-venose, etc.) e delle malattie neurodegenerative. La possibilità delle nuove sequenze 3D isotropiche (BRAVO, CUBE) permette di acquisire un dato volume e avere automaticamente la ricostruzione della stessa sequenza sui tre piani dello spazio, arricchendo di molto l’indagine stessa. Un’ulteriore implementazione si è ottenuta oltre che nello studio multiplanare anche in quello multiparametrico grazie a una nuova sequenza (IDEAL) che con una sola acquisizione fornisce la soppressione del tessuto adiposo, dell’acqua e dalle immagini in fase e fuori fase, quindi ben quattro pesature con una sola sequenza”.

“Infine – ha aggiunto il Dottore Galea – il nuovo software consente nella sequenza FLAIR di avere sia la soppressione standard del fluido ma anche di poter aggiungere la contemporanea soppressione del grasso con una migliore visualizzazione delle eventuali patologie della sostanza bianca. L’apparecchiatura è notevolmente migliorata sia nell’interfaccia, sia nei programmi di ricostruzione già in dotazione come ad esempio nel software Pasting (che consente la fusione delle immagini) direttamente sulla consolle di RM. Non ultima per importanza il nuovo programma di ricostruzione delle acquisizioni spettroscopiche che segnala direttamente i metaboliti presenti in una lesione su di un grafico ricostruito, consentendo molto spesso di indirizzare il Radiologo verso una patologia neoplastica maligna o benigna”.

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