L’associazione 400kc il 9 ottobre nella GIORNATA DEL CONTEMPORANEO presenta OGGETTINSTABILI\3 - UnderKCostruction/dismissionicreative | LameziaClick.com

L’associazione 400kc il 9 ottobre nella GIORNATA DEL CONTEMPORANEO presenta OGGETTINSTABILI\3 - UnderKCostruction/dismissionicreative - 00 Camminare, osservare, ricercare, gua

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Mercoledì 29 Settembre 2010 17:17
 
oggeti3-300x179L’associazione 400kc il 9 ottobre nella GIORNATA DEL CONTEMPORANEO presenta OGGETTINSTABILI\3 - UnderKCostruction/dismissionicreative

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Camminare, osservare, ricercare, guardare, sentire, incontrare, parlare, domandare e domandarsi, criticare e criticarsi, pensare e dubitare, capire, ricostruire il costruito … immaginare, ipotizzare, scegliere, elaborare …

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Dal pontile ex Sir alle “stazioni impossibili” la nostra ricerca si amplia, mantenendo salda l’attenzione sulla città di Lamezia Terme. Sempre tre centri - Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia - segnati da incompiute, tappe di un’archeologia industriale decadente. Aree dismesse. Non luoghi svuotati dal senso che li ha visti sorgere ma anche emblemi di un racconto storico che comunque appartiene al territorio.

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Come cambia una città nel tempo? Quante possibilità di esistenza ha un’architettura? Attraversando Lamezia Terme abbiamo fotografato i numerosi luoghi della produttività postindustriale ormai abbandonati. Ruggine e silenzio sono i tratti distintivi dei ghost buldings che avvolgono di grigiore estese aree urbane. Dal celeberrimo ex Zuccherificio di Sant’Eufemia (da sempre al centro di dibattimenti politici, proposte di risanamento, progetti, interpellanze parlamentari). Poi, a pochi metri dallo Zuccherificio, medesima sorte d’abbandono per l’ex Raffineria, la più grande della Calabria (un’opera incompiuta a spese dell’Unione Europea). A seguire un’imponente raffineria di olio d’oliva, il Feoga (con macchinari sofisticati mai entrati in funzione, gli edifici dell’amministrazione e dei custodi e con un binario arrugginito fino alla stazione centrale) giace distrutta e abbandonata nel baricentro del triangolo della Piana in località Bellafemmina. E ancora, un ex Oleificio in via delle Terme, l’ex Cantina Brutia, l’ex Lattificio in via dei Bizantini. Scheletri di capannoni di proprietà pubblica o privata, tutti frammenti di un discorso interrotto, tutti fermi da almeno un ventennio. Inattivi. Per quanto ancora?

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Cosa sono le “Dismissioni creative”? Riportiamo alcuni stralci dell’intervento di Flavio Albanese, direttore di Domus per il Convegno “Futuro Presente - Present Continuous” Festival dell’Arte Contemporanea, Faenza 2008. <<E’ una strada interessante, suggestiva, praticabile, contemporanea, quella che ci porta a ragionare sulla possibilità di riconvertire il patrimonio edilizio industriale in laboratori artistici e culturali. La riconversione degli edifici industriali da parte dell’arte contemporanea, è bene sgombrare il campo dagli equivoci, non rappresenta né una critica né tantomeno una rinuncia a costruire. Si tratta di una possibilità di un’azione di riappropriazione poetica di un sostrato che già preesiste al gesto. (…) La potenza del contemporaneo, grazie ai suoi processi di natura enzimatica, si appropria dei volumi, delle superfici, dei significati esausti degli edifici industriali non più in uso, per fagocitarli, digerirli e infine reimmetterli nel circuito vitale della produzione culturale ed economica (…). Dalla fabbrica del materiale alla produzione dell’immateriale, dall’oggetto all’intelletto. Esiste forse un modello di investimento filosoficamente, eticamente, ed economicamente più efficace e più razionale per la cultura contemporanea?>>.

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UnderKCostruction che testualmente significa “in costruzione” è una sfida culturale. Al centro del nome troviamo la sigla KC dell’Associazione 400KC che significa “I 400colpi”, omaggio al film di Truffaut: “fare il diavolo a quattro”. Il significato è essere ribelli ad un sistema dormiente. Essere culturalmente bellicosi. UnderKCostruction è una provocazione affinché ogni relitto diventi orizzonte creativo per “costruire” (underKCostruction) con il design, l’arte e l’architettura contemporanea una metropoli culturale.
“Ogni città prende la sua forma dal deserto a cui si oppone”.
(Italo Calvino - Le città invisibili).

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La sfida culturale di UnderKCostruction non è solo questa. C’è un obbiettivo più ampio che dai relitti industriali si vuole innescare: COSTRUIRE UNA CITTA’ METROPOLITANA partendo proprio dalla cultura. Il progetto della città metropolitana (un orizzonte da molti auspicato) con underKConstruction partirà dal territorio di Lamezia Terme attraverso i “relitti” in larga parte allocati nelle aree d’accesso principali e convergenti alla strada dei Due Mari (la Statale 280, così chiamata perché idealmente anello di congiunzione tra la costa tirrenica del Lametino e la costa jonica del Catanzarese) e potrebbe proseguire lungo tutta la SS280 abbracciando i relitti che da Lamezia arrivano a Catanzaro. Dunque, dai “ghost buildings” uno slancio progettuale che dovrà investire l’intera Srada dei Due Mari come simbolo evidente di un possibile percorso “in costruzione”. Dai “relitti” una via possibile di idee virtuose, utopie praticabili, moti impossibili …

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Come nelle due precedenti edizioni di OggettINSTABILI si terrà una mostra>evento per artisti, architetti e designer che sappiano guardare oltre le crepe, oltre le impervie distanze della contingenza. Perciò gli artisti interverranno con progetti sui luoghi (qualora si riuscissero ad avere le autorizzazioni per installazioni site specific). Architetti e designer invece, penseranno alla “ri-conversione” di una singola struttura o di tutte presentando i lavori progettuali montati su pannelli (due tavole formato A1 - supporto rigido poliplat). Cosa importante è che dal punto di partenza della riconversione dei luoghi la Strada Dei Due Mari dovrà essere per i progettisti il prosieguo infinito per tracciare il profilo di una “metropoli culturale”. I progetti saranno esposti in uno spazio che fungerà anche da area raccordo per il resto delle esposizioni dislocate sul territorio (qualora realmente si riuscisse ad avere disposizione di installazioni site specific. Se ciò non fosse possibile ogni artista proporrà un’installazione che verrà esposta nel medesimo spazio espositivo della sezione architettura\design. La location sarà resa nota fra 2 mesi).

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OggettINSTABILI si propone per il terzo anno consecutivo come un evento unico ed innovativo per affrontare le problematiche urbanistico\ culturali di una città, diventando nel contempo, attraverso la partecipazione di grandi nomi a confronto con giovani emergenti italiani e non, un insolito e importante laboratorio di ricerca sul contemporaneo. Se la contemporaneità guarda al territorio, se il territorio si contamina di contemporaneità crescono le domande e si abbassa la soglia della rassegnazione. Se il territorio viene riscoperto con lo sguardo della contemporaneità si abbattono confini geografici, distanze culturali.

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In Italia, in Europa, nel mondo si moltiplicano gli esempi di edifici nati nel secolo scorso con destinazioni industriali in aree ai margini dei centri storici, in quartieri spesso vittime del degrado sociale e architettonico che hanno subito una riconversione in nuova vita, portando alla bonifica dell’area urbana in cui si collocano. Una nuova tendenza che offre l’opportunità di inserire il recupero di spazi dismessi ed ex edifici industriali all’interno di piani di sviluppo territoriale, secondo il modello del distretto culturale evoluto. Per restare in Europa, segnaliamo il più grande centro europeo realizzato in un edificio di archeologia industriale è la Cable Factory di Helsinki, ex fabbrica di cavi elettrici, nella quale ogni giorno lavorano da 800 a 1.000 professionisti divisi tra le 5 scuole d’arte, i 3 musei, le 2 stazioni radio, le scuole di danza, le compagnie cinematografiche, le sale prova, le gallerie d’arte e i ristoranti, le sale per i concerti e le esposizioni. Dopo il Kulturbrauerei di Berlino che occupa le strutture della ex fabbrica di birra più grande d’Europa, il MACRO - Museo di Arte Contemporanea di Roma è nato dalla ristrutturazione di un ex stabilimento industriale che fino al 1971 ospitava l’attività produttiva della Società Birra Peroni. L’ex-Mattatoio del Testaccio, costruito tra il 1888 e il 1891 da Gioacchino Ersoch, è stato scelto come luogo ideale della sperimentazione culturale e ospiterà la seconda sede del MACRO. Straordinario esempio di riconversione di sito industriale in sede museale è, senza dubbio, il polo espositivo dei Musei Capitolini nella ex Centrale Termoelettrica Giovanni Montemartini. Dal 1997 ospita “Le macchine e gli dei”, accostando, in un suggestivo gioco di contrasti, i vecchi macchinari produttivi della centrale ai capolavori della scultura antica e ai preziosi manufatti rinvenuti negli scavi di fine Ottocento e degli anni Trenta del secolo successivo. E ancora, nel profondo sud, la sede del Centro Culturale Zo di Catania è un’ex raffineria di zolfo, vecchio motore dell’economia catanese. Altro spazio interessante dal 2002 a Torino dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: il Centro di Arte Contemporanea del quartiere San Paolo, occupa alcuni locali della ex fabbrica di ruote per automobili, Fergat. Sempre a Torino la Galleria Maze nei locali di una ex manifattura di flipper. Mentre l’area polifunzionale sorta dalla riconversione dell’ex fabbrica Fiat, il Lingotto di Renzo Piano unico progetto italiano candidato ai Mipim Awards 2003 e premiato con lo Special Jury Award, ospita la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. Strutture capaci di coniugare storia industriale operaia - e contemporaneità sono gli spazi milanesi sviluppati alla periferia nordoccidentale della città, nella zona archeoindustriale della Bovisa, importante polo della chimica italiana, nuova sede per la Triennale dedicata all’arte contemporanea. Il Museo del Presente, dedicato alle opere realizzate dal 1980 a oggi, si articola attraverso i due gasometri gemelli della Bovisa, il primo costruito dagli inglesi nel 1906 e il secondo dai tedeschi nel 1930. Altri spazi destinati alla sperimentazione artistica contemporanea europea sono l’ex Officina Meccanica e il padiglione che ospitava la terza Sala di Pressione. Iniziativa privata di grande fascino è la casa per la scultura, voluta dalla Fondazione Pomodoro e pensata per i giovani scultori, inserita negli spazi delle ex officine Riva & Calzoni, nell’area dell’ex Ansaldo. Nella fabbrica venivano costruite, a partire dal 1926, le turbine idrauliche del gruppo industriale che realizzò gli impianti per le cascate del Niagara. Sempre a Milano, l’intero quartiere Tortona-Savona, teatro dell’evento internazionale Fuori Salone, dedicato al design, dimostra come antiche officine, fabbriche dismesse siano oggi atelier di noti stilisti, sedi di esposizioni, location prestigiose di eventi culturali. Stesso fenomeno si sta registrando nel quartiere meneghino di Lambrate - via Ventura con pullulare di gallerie d’arte, padiglioni espositivi nati dalla riconversione di antiche officine, fabbriche dismesse. Come il nuovo centro di produzione della Rai, in via Mecenate. Altro esempio illuminato: il Mambo di Bologna, ex Forno del Pane, parte integrante del recupero urbanistico della Manifattura delle Arti, che comprende la facoltà del DAMS (nell’ex Manifattura Tabacchi), la Cineteca (nell’ex Macello) e il Cassero (nell’ex Salara).

Caterina Misuraca
Carlo Carlei
associazione culturale 400KC

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www.400kc.eu

 
 

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