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Gli abitanti di San Pietro Lametino non vogliono che il quartiere diventi come Scordovillo
Rom, presentato un esposto alla Procura
Un esposto alla Procura della Repubblica per risolvere l'emergenza rom a San Pietro Lametino. È quanto presentato dai cittadini della zona che, dopo le "barricate" e le proteste in piazza contro la decisione del Comune di sistemare alcune famiglie di Scordovillo nel loro quartiere, hanno deciso di investire del problema la magistratura. Quella stessa magistratura che ha decretato, con un provvedimento d'urgenza, lo sgombero della bidonville di contrada Scordovillo. I residenti di San Pietro Lametino hanno infatti paura che si formi un nuovo ghetto nel loro quartiere, dato che già alcuni alloggi sono stati occupati da famiglie rom. E siccome a breve dovrebbero riprendere le nuove fasi di sgombero della baraccopoli, il rischio è che altri inquilini "scomodi" possano arrivare a San Pietro. Da qui la richiesta d'intervento della Procura, con un esposto che i cittadini hanno anche inviato al Comune.
Una questione, quella dei rom, che continua a tenere banco anche negli ambienti politici. Questo alla luce di quanto dichiarato in diverse occasioni dal sindaco Speranza affermando di essere lasciato solo dal governo centrale e regionale. In particolare, ad intervenire è l'intero gruppo consiliare del Pdl, guidato da Raffaele Mazzei, che rimanda al mittente le accuse di Speranza: «Il sindaco si assuma le sue responsabilità e non le scarichi sugli altri, dato che agisce come un bambino che, quando non riesce ad ottenere un risultato, attribuisce ad altri la responsabilità della propria incapacità politica: sulla problematica rom, da 6 anni il sindaco Speranza è perfettamente consapevole che il ghetto di Scordovillo deve essere smantellato ed invece aspetta colpevolmente i provvedimenti dell'autorità giudiziaria per muoversi, senza poi riuscire a conseguire alcun risultato».
Quello che non va giù al gruppo del Pdl è il fatto che il sindaco, «attraverso un manifesto pubblico, si scaglia contro il governo nazionale e la Regione per confondere le idee dei cittadini, che sono persone intelligenti e sanno quanto il sindaco sia rimasto inerte in questi anni di fronte alla problematica dei rom: il presidente Scopelliti ha affrontato brillantemente la questione dei rom nella sua città, da sindaco, senza dare colpe a nessuno e assumendosi le proprie responsabilità». Da qui l'appello del Pdl che al manifestato affisso per le vie della città e sottoscritto dai partiti del centrosinistra, risponde con un altro manifesto: «Il sindaco non cerchi alibi e si occupi dei problemi della nostra città senza aspettare che essi esplodano o che siano oggetto di attenzione della Procura della Repubblica; è stato eletto per questo, non per fare "propaganda" e sterili polemiche. I partiti di sinistra, coinvolti in questa infelice iniziativa, dovrebbero spiegare ai cittadini i motivi che li spingono a sostenere un'Amministrazione indubbiamente deludente».
Sullo stesso tema, e sempre rispedendo al mittente le accuse, è intervenuto anche l'esponente dell'Udc Salvatore De Biase che senza mezzi termini afferma: «Sui rom si continua a pestare l'acqua nel mortaio, ovvero qualcuno non dice il vero: non vera l'affermazione del sindaco quando attraverso la stampa e nei vari incontri ha sostenuto di essere stato lasciato solo a risolvere la situazione rom. La prova? Il presidente Talarico, immediatamente si è attivato e si è reso promotore di un incontro al Consiglio regionale, dove ha partecipato il presidente Scopelliti, per individuare una strategia concreta, naturalmente in presenza del sindaco, il quale ha dichiarato nell'immediatezza, il proprio apprezzamento, per la disponibilità ricevuta».
Nell'incontro, ricorda De Biase, «è stata espressa vicinanza istituzionale, disponibilità finanziaria e per una verifica sulle condizioni generali è stato proposto un tavolo tecnico-operativo, composto da un rappresentante della Prefettura, della Regione e del Comune: quindi il sindaco per onestà intellettuale non può che prendere atto che il presidente Scopelliti, quanto il presidente Talarico, non sono rimasti fermi di fronte ad un problema serio che langue da diversi lustri, e il sindaco, quanto la città, non sono rimasti da soli». Punta poi il dito contro chi, a sui dire, ha responsabilità: «Sulla questione specifica qualche responsabilità c'è, ed è quella dell'intero centrosinistra, che oramai da circa un ventennio guida la città e finora sui rom non ha trovato nessuna soluzione, se non quella imposta dalla magistratura, solerte, attenta e concreta: tra il primo e il secondo governo "Lomoriano" e il primo e secondo Governo "Speranziano l'unica cosa certa è che il sindaco ha tentato di scaricare le proprie responsabilità verso gli altri dimenticando invece le proprie e della sua parte politica. L'Udc non si tirerà indietro nel dare il proprio contributo. L'esponente dell'Udc chiede: «Esiste un piano trasferimento nomadi scandito nei tempi e nei modi indicati dalla magistratura?
gazzettadelsud Luigina Pileggi






